Condannato a due anni in appello l'ex sindaco di Roma, Ignazio Marino

Roma, l'ex sindaco Marino condannato a 2 anni per peculato

L'ex sindaco di Roma, Ignazio Marino, è stato condannato nel processo d'appello per la vicenda degli scontrini a due anni di reclusione. Il penalista ha concluso affermando che Marino, assolto in primo grado, "in soli 28 mesi da sindaco ha dimostrato come si potesse cambiare il volto di una città".

La camera di consiglio dei giudici della III sezione della corte d'appello è durata poco più di due ore.

Sono stati i giudici della Corte di Appello penale del tribunale di Roma a emettere la sentenza per peculato e falso. In primo grado era stato assolto. Il Pg Vincenzo Saveriano aveva chiesto una condanna a 2 anni e mezzo. La condanna é di 2 anni. "Non posso non pensare che si tratti di una sentenza dal sapore politico proprio nel momento in cui si avvicinano due importanti scadenze elettorali per il Paese e per la Regione Lazio".

La corte d'appello ha confermato l'assoluzione dall'accusa di truffa Marino ha lasciato la corte d'Appello di Roma senza rilasciare dichiarazioni accompagnato dal suo avvocato difensore Enzo Musco. La vicenda giudiziaria riguardava una cinquantina di cene pagate con la carta di credito che gli fu rilasciata durante il suo mandato dall'amministrazione capitolina. Per il penalista "si ha l'impressione, leggendo l'atto di appello, che la procura consideri il sindaco della Capitale d'Italia, una sorta burocrate che lavora a tempo per cene".

Il chirurgo ha consegnato anche la documentazione di alcuni pagamenti avvenuti con la sua carta di credito personale durante una missione istituzionale a New York. "Sono amareggiato anche se tranquillo con la mia coscienza - prosegue - perché so di non aver mai speso 1 euro pubblico per fini privati". Il giudice sottolineò che Marino non aveva commesso alcun reato, ma da parte sua c'era stata "imprecisione e superficialità".

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