Sigarette elettroniche, aumenti record con la nuova legge di Stabilità

Stangata sulle sigarette elettroniche ora costano il triplo A pagare i consumatori ma non solo

A essere interessati dall'emendamento sono soprattutto i prezzi degli apparecchi e delle ricariche: è stata infatti introdotta una tassa di 0,37 euro per ogni millilitro di liquido di ricarica, con o senza nicotina.

E' ovvio il tentativo di far cassa su un mercato che conta oggi 1,5 milione e mezzo di consumatori, 3500 operatori, un indotto da 30mila posti di lavoro e un valore annuale da 300 milioni di euro.

Calcolatrice alla mano, ogni fumatore con il nuovo anno dovrà pagare 7,50 euro per la stessa boccetta che fino al 31 dicembre costava 2,50 euro.

Stangata record contro le sigarette elettroniche.

A partire dal 1° gennaio 2018 saranno sottoposti alle regole previste nella legge 22 dicembre 1957 n. 1293 riguardante l'Organizzazione dei servizi di distribuzione e vendita dei generi di monopolio anche la vendita di prodotti contenenti nicotina o altre sostanze idonei a sostituire il consumo dei tabacchi lavorati, "compresi i dispositivi elettronici e le sostanze da inalazione senza combustione, contenenti o meno nicotina".

Ma la sentenza dice anche che l'imposta ha come "finalità primaria il recupero di un'entrata erariale (l'accisa sui tabacchi lavorati, ndr) erosa dal mercato delle sigarette elettroniche". Tuttavia, per le associazioni di settore, si tratta di calcoli inutili, visto che con questa imposizione fiscale molti loro clienti smetteranno di acquistare e torneranno alle sigarette tradizionali, gravando sul Sistema Sanitario Nazionale. Linda Bauld, professore di politica sanitaria presso l'Università di Stirling e vicedirettore del Centro britannico per gli studi sul tabacco e l'alcol ha scritto sul Guardian: "Le sigarette elettroniche sono meno dannose del fumo perché non contengono tabacco". La distribuzione di tale super [VIDEO] sigaretta ha ormai raggiunto livelli inimmaginabili sino a qualche hanno fa, trovando la sua diffusione anche fra chi non era solito fumare tabacco. "Sebbene non penso che disponiamo di informazioni sufficienti sui potenziali effetti a lungo termine del vaping per quantificare il rischio rispetto al fumo di sigarette".

Queste nuove misure, stabilite con un emendamento al decreto fiscale da lei presentato, suonano come l'ennesima conferma di un atteggiamento politico che non possiamo e non vogliamo accettare: da una parte, a parole, ci si proclama in difesa dei cittadini, dall'altra, con i fatti, si favoriscono le lobbies. Insomma, ne sappiamo abbastanza per poter considerare politiche di riduzione del danno - come la sigaretta elettronica - più che necessarie.

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