Molestie, Catherine Deneuve contro "l'ondata puritana"

Catherine Deneuve critica

La critica d'arte e scrittrice Catherine Millet, la psicanalista Sarah Chiche, l'attrice Catherine Robbe-Grillet e le giornaliste Peggy Sastre e Abnousse Shalmani hanno scritto una lettera pubblicata da Le Monde che denuncia pubblicamente un "nuovo puritanesimo" e protestano contro le dimensioni "paranoiche" assunte dalla campagna scatenata sulla scia dell'affaire Weinstein.

Il 2017 verrà ricordato per lo scandalo delle molestie sessuali nel mondo dello spettacolo: il caso Weinstein, Kevin Spacey, il movimento #MeToo e ora il #TimesUp che ha spinto le attrici a vestirsi di nero alla consegna dei Golden Globe. È una forma di sollievo?

"Siamo abbastanza mature da non confondere un goffo tentativo di rimorchio da un'aggressione sessuale" affermano queste cento donne controcorrente capeggiate da una delle donne più belle e famose del cinema francese e mondiale, e tutte vogliono esprimere il loro desiderio di "non riconoscersi in questo femminismo che, al di là della denuncia degli abusi di potere, assume il volto dell'odio verso gli uomini e la sessualità". Ha una qualche utilità?

Ma c'è chi va controtendenza e condanna la "caccia alle streghe".

Anche la Deneuve mette quindi il peso della sua celebrità e del suo prestigio al servizio di una presa di posizione non allineata, che ha provocato immediatamente reazioni e polemiche, in primis dalla ex ministra Ségolène Royal: "Peccato che la nostra grande Catherine Deneuve sottoscriva questo testo costernante". Il testo pubblicato ieri riprende dubbi e argomentazioni già note, ma con un rigore e una determinazione che segnano una svolta nella vicenda. Proteggere le donne, dichiara il collettivo, non deve "incatenare le donne a uno status di eterne vittime". Il testo denuncia la trasformazione del femminismo in "odio degli uomini" e lamenta un'"ondata purificatrice": "la confessione pubblica e l'incursione di procuratori autoproclamati nella sfera privata installano un clima da società totalitaria". E ancora: "Una donna può pretendere che il suo stipendio sia uguale a quello di un uomo, e non sentirsi traumatizzata per sempre perché qualcuno si è strusciato contro di lei in metrò".

L'intento di fondo è separare la violenza e dagli approcci sessuali, per quanto spinti o inopportuni, perché "la pulsione sessuale è per sua natura offensiva e selvaggia". Alcune donne si dicono indignate, altre stanno aggiungendo la loro firma.

Correlati:

Commenti


Altre notizie