Il segreto di Valentino Rossi: "Ma quale dieta"

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Ma, come racconta oggi il Resto del Carlino, alla vigilia di Natale del 2016 la bella casa è passata direttamente nelle mani del Dottore, la società è stata sciolta e i due custodi licenziati.

I due coniugi hanno lavorato per dieci anni nella villa di Tavullia, fino a quando quest'ultima è stata di proprietà della società Domus Mea, che ha il legale rappresentante in Graziano Rossi, padre di Valentino. Una vicenda risolta con un accordo, giunto nel febbraio del 2008, patteggiando il pagamento di 19 milioni di euro per il periodo 2000-2004 e di 16 milioni per il periodo 2005-2006.Dopo l'archiviazione del ricorso presentato dai vicini di casa del Ranch dove si allena, il famoso numero 46 dovrà fare i conti con la richiesta di risarcimento presentata dai moldavi Victor Untu e Jigan Zinaida per un ammontare complessivo di 114 mila euro. "Chiediamo che il giudice condanni in solido i Rossi, padre e figlio, al pagamento di quanto spetta ai miei clienti, licenziati in maniera traumatica il 24 dicembre e il 27 dicembre del 2016", ha dichiarato Mario Del Prete, avvocato della famiglia Untu. A queste cifre, si aggiungono le tredicesime, gli straordinari e il trattamento di fine rapporto.

LA CONTROPARTE - Di parere contrario sono gli avvocati di Rossi, Virgilio Quagliato e Giacomo Cancellieri che hanno negato che i due coniugi ex custodi della villa abbiano fatto degli straordinari in quanto il datore di lavoro, ovvero Valentino, non li ha mai chiesti e pretesi dato che non c'era mai per motivi di lavoro. Secondo loro, gli straordinari non sono mai stati richiesti dallo stesso campione di motociclismo perché lui non si trovava mai sul posto. Gli avvocati, inoltre, contestano che i lavori di manutenzione siano stati fatti dai custodi, depositando una lista di ditte e fatture per tutti i lavori svolti in quegli anni. La vicenda verrà chiarita in tribunale: il prossimo 12 gennaio sarà fissata l'udienza davanti al giudice del lavoro.

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