IPhone rallentati, procura di Parigi apre un'inchiesta

Obsolescenza programmata sotto accusa in Francia

Non finisce l'odissea che vede coinvolta Apple nel caso obsolescenza programmata degli iPhone. A seguito dell'esposto, la Procura della Repubblica di Parigi ha avviato un'inchiesta a carico di Apple ipotizzando anche il reato di truffa ai danni dei consumatori. Cosa rischia dunque Apple? C'è una legge - in vigore dal 1 luglio 2016 - che punisce l'obsolescenza programmata, cioè le tecniche messe in atto dalle aziende per "ridurre deliberatamente la durata di funzionamento di un prodotto al fine di aumentarne il tasso di sostituzione". Le accuse arrivano dopo che nello scorso mese di dicembre, in accordo con quanto largamente riportato dalla stampa specializzata, la Apple, nel confermare le indiscrezioni che erano circolate in precedenza, ha ammesso d'aver volontariamente rallentato i vecchi modelli di iPhone. La lettera dei due investitori ha provocato qualche effetto in Borsa e arriva a pochi giorni del caso sul rallentamento delle batterie dei vecchi smartphone.

Apple ha confermato la riduzione delle prestazioni in un comunicato ufficiale. Le class action in corso negli Stati Uniti e le denunce presentate in Francia e in Svizzera porteranno a chiarire se si tratta in effetti di obsolescenza programmata o meno. Una legge che fa diventare reato proprio questo tipo di pratica. La Procura di Nanterre (a nord-ovest di Parigi), affidando l'inchiesta alla Direzione generale repressione frodi del Ministero dell'economia, ha puntato gli occhi anche su quattro multinazionali produttrici di stampanti, Epson, Brother, Canon e HP, accusate di far pagare salato ai consumatori l'inchiostro nelle cartucce: un litro d'inchiostro costa 2.062 euro, il doppio di un litro di profumo Chanel n.5, cento volte di più di una bottiglia di Bordeaux e quasi 2mila volte un litro di benzina senza piombo. Fino a questo momento non è arrivata nessuna risposta da parte di Apple, che non ha voluto commentare questa notizia. Per recuperare la fiducia dei propri clienti, l'azienda ha deciso un taglio dei prezzi delle batterie fuori garanzia (a partire dall'iPhone 6) di sessanta euro, passando da 89 a 29 euro. Il Paese transalpino è stato il primo a mettere formalmente al bando l'invecchiamento precoce dei prodotti elettronici con una legge del 2015 a firma dell'ex ministra dell'Ambiente Ségolène Royal che prevede pene fino a due anni di reclusione.

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