Influenza, 7 milioni di italiani visitati in 3 giorni

Piano d'attacco contro il picco di influenza

L'influenza mette ko gli italiani, numericamente in aumento del 30% circa rispetto allo stesso periodo degli scorsi anni.

Sul fronte della continuità assistenziale, cioè la guardia medica, da oggi e fino al 7 gennaio saranno rafforzate le postazioni dove si è registrata una maggiore richiesta.

"In questi giorni i nostri studi sono sovraffollati da persone con virus influenzali (soprattutto anziani e pazienti cronici) - sottolinea il segretario nazionale della FIMMG, Silvestro Scotti Per questo è importante sottolineare ancora una volta l'importanza delle vaccinazioni".

Prosegue Scotti: "L'influenza non sta colpendo allo stesso modo in tutte le regioni italiane". "Chi vuole vaccinarsi è ancora in tempo - dice il direttore del dipartimento di Medicina generale, Vittorio Boscherini - il picco dell'influenza è infatti previsto per la metà di gennaio". In queste aree i medici di famiglia, soprattutto grazie a investimenti sul personale, hanno espresso un ruolo attivo nelle politiche di prevenzione con particolare riferimento alle vaccinazioni.

Nel Veneto, ad esempio, l'incidenza e' di 4 casi ogni 1000 assistiti (dati Influnet) mentre per esempio in Piemonte si contano 15 casi per 1000 assistiti, rendendo necessario chiedersi cosa non sta funzionando. Per quanto riguarda i pronto soccorsi, il monitoraggio dell'afflusso è quotidiano allo scopo di adottare tempestivamente, in caso di un incremento straordinario degli accessi, il piano aziendale che prevede un aumento di personale con team aggiuntivi dedicati all'assistenza dei pazienti, l'incremento dei posti letto per garantire il ricovero, il potenziamento dei percorsi di fast track per gestire con rapidità visite specialistiche e indagini diagnostiche e dimissioni dai reparti sette giorni su sette. E' quello piuttosto di rendere più efficace ed efficiente il lavoro che questi già svolgono durante la loro ordinaria attività: "più strumenti per medicina d'iniziativa, più prevenzione primaria e secondaria meno accessi in Pronto Soccorso", conclude Scotti.

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