Rutelli, uso simbolo Margherita furbizia

Salta la presentazione del partito di Lorenzo Dellai.

Si sa che a "prestare" il simbolo alla nuova lista di Beatrice Lorenzin, in vista delle elezioni di marzo, è stato il deputato trentino Lorenzo Dellai, il quale ha sottolineato più volte questo passaggio, indicando continuità (sicuramente, è il caso di dirlo, simbolica) all'interno della sua storia politica. Giustamente Rutelli si é risentito ed ha diffidato legalmente la Lorenzin e soci dall'utilizzo del simbolo che ha solo valenza - a suo dire- di trarre in inganno l'elettore ed inoltre -aggiungo io- di evadere l'obbligo di raccolta delle 25.000 firme. Non la mette certo con queste parole un "moderato" come Francesco Rutelli, ma il senso del messaggio inviato all'attuale ministro della Salute è quello. "L'operazione è stata presentata in modo avventato (e autolesionistico): 'Rinasce la Margherita'; ecco la 'Margherita 2.0'. Mi auguro che molti dei promotori non mi pongano nelle condizioni di riferire in pubblico le precise circostanze in cui, da diverse settimane, ho spiegato loro che la richiesta di sfruttare il simbolo della Margherita era sbagliata politicamente e impossibile sul piano giuridico". La diffida è stata disposta dai detentori del simbolo del Partito. Nessuno può impadronirsi del simbolo di un importante partito politico contro la volontà di chi ha il mandato indiscutibile a tutelarlo. Al centro c'è il guaio legato al simbolo: i centristi vorrebbero usare una margherita, quella della Margherita trentina nata nel 1998, ma si sono imbufaliti quelli della Margherita nazionale, morta ma non ancora sepolta dopo la nascita del Pd. La Margherita ottenne lusinghieri successi elettorali collocandosi in una zona da percentuale a "due cifre" e fu poi uno dei due soggetti, l'altro i Democratici di Sinistra, che 10 anni fa diedero vita al Partito Democratico, consacrando una sorta di compromesso storico minore che fu il punto di arrivo di un elaborato e sofferto processo di convergenza non solo politica, ma soprattutto ideologica, resa possibile dagli eventi storici che portarono alla caduta del Muro di Berlino nel 1989 con conseguente fine della cosiddetta Guerra Fredda e contrapposizione tra i due blocchi sovietico e occidentale (su questo argomento e sui riflessi politici italiani consiglio alcune belle puntate storiche firmate da Paolo Mieli per la Rai). Lo scrive Francesco Rutelli sulla sua pagina facebook inmerito all'uso del simbolo della Margherita.

Ma comparirà una margherita nel simbolo? Ma come si è potuto leggere un'opinione che Rutelli non condivide affatto. Tanto che ora tutto è a rischio.

Senza un accordo con il Partito democratico, liberi tutti. Andranno insieme Pd e Civica Popolare.

"Speriamo che questa cosa si chiarisca", si limita a rispondere Lorenzo Dellai tramite l'Huffington Post. "Noi abbiamo un movimento presente in Parlamento, Unione per il Trentino, che ha il suo nome, il suo logo, e una storia diversa, non vedo ragione di conflitto", afferma l'ex governatore sempre sulle colonne dell'Huff-post.

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