Scoperto il "generatore di energia" dei tumori grazie ad una ricerca italiana

Ricercatore campano scopre come “spegnere i tumori”

I primi indizi dell'esistenza di un meccanismo di "ricarica energetica" del tumore risalgono al 2012. Allora i ricercatori avevano notato che la nuova proteina, chiamata FGFR3-TACC3, agiva come una sorta di 'droga' capace di scatenare il tumore, di alimentarlo e di legarlo a se', rendendolo completamente dipendente.

Il glioblastoma "è un tumore che colpisce persone di tutte le età, bambini compresi, ma più frequente in chi ha da 45 a 70 anni - spiega Iavarone -". "Sono due matematici statistici, che spesso trascorrono periodi di ricerca nei nostri laboratori alla Columbia a New York, dove lavorano altri 5 italiani su un totale di una ventina di ricercatori", aggiunge Iavarone. I farmaci che bloccano il meccanismo molecolare che dà energia ai motori del tumore esistono già, anche se sono usati per altri obiettivi. Se recentemente si era scoperto che il 'motore' dei tumori si nasconde nelle centraline energetiche delle cellule, i mitocondri, solo ora il gruppo di Iavarone ha ricostruito il meccanismo che lo rende possibile: è la proteina di fusione FGFR3-TACC3 ad alterare il metabolismo dei mitocondri, accelerandone il funzionamento e facendo produrre loro una grandissima quantità di energia indispensabile ai tumori. E' una lunga strada quella che li ha portati fino a qui, inseguendo la missione di migliorare le conoscenze sui meccanismi che promuovono il glioblastoma e lo rendono così difficile da curare, unica strada - sottolineano - per poterlo aggredire più efficacemente. Per combattere gli effetti di questa fusione genica sono in atto sperimentazioni cliniche con farmaci "bersaglio" all'ospedale Pitié Salpetrière di Parigi, dirette dal professor Marc Sanson, coautore dello studio di Iavarone e Lasorella.

Gli scienziati hanno appurato che l'elemento che innesca la fusione dei geni è l'aumento del numero e dell'attività dei mitocondri. Con farmaci che inibiscono questa protezione ci saranno dei passi importantissimi. Ipotizziamo che si possano prevenire resistenza e recidiva tumorale attraverso una simultanea inibizione del metabolismo mitocondriale e di Fgfr3-Tacc3.

"Abbiamo identificato come funziona un'importante alterazione genetica che causa una consistente percentuale di parecchi cancri, fra cui il glioblastoma, il più aggressivo e letale di quelli al cervello", ha spiegato Iavarone al Corriere della Sera. Nell'equipe medica che si è occupata del problema, come riporta il sito internet Repubblica.it, c'erano anche numerosi dottori ed esperti italiani come Anna Lasorella, Angelica Castano, Stefano Pagnotta, Luciano Garofano e Luigi Cerulo.

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