Medio Oriente, cresce il numero dei feriti negli scontri a Gerusalemme

Gerusalemme scoppia l'intifada dopo l'annuncio di Trump. Scontri violenti e oltre 100 feriti

I manifestanti sono stati affrontati dalla polizia israeliana, che ha disperso la folla con gas lacrimogeni e proiettili di gomma.

Altri scontri si sono verificati in diverse località della Cisgiordania, in particolare a Betlemme, Hebron e Ramallah. Si contano al pomeriggio del 7 dicembre almeno 114 feriti, secondo il quotidiano israeliano Maariv. Il leader politico di Hamas, Ismail Haniyeh, ha fatto appello a una nuova intifada.

Il ministro degli Esteri tedesco ha affermato che la Germania si è detta preoccupata per le violenze che potrebbero scoppiare in Medio Oriente a seguito del riconoscimento di Gerusalemme come capitale israeliana da parte del presidente degli Stati Uniti Donald Trump.

La decisione degli Stati Uniti è stata accolta con rabbia dai palestinesi della West Bank e della Striscia di Gaza, che hanno dichiarato uno sciopero generale e sono scesi in strada per manifestare la loro rabbia. "Il riconoscimento di Gerusalemme quale capitale di Israele è una dichiarazione di guerra nei nostri confronti", ha aggiunto. "È giunto il momento".

Funzionari di spicco statunitensi hanno affermato che nella giornata di mercoledì Trump avrebbe riconosciuto Gerusalemme come capitale di Israele e ha messo in moto il trasferimento dell'ambasciata statunitense nella città.

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