Papa Francesco stupisce ancora e corregge il "Padre Nostro"

Papa Francesco arrabbiato

Quella che, secondo quanto riportato nel Vangelo di Luca, fu insegnata direttamente da Gesù ai discepoli. E ora a dirlo è persino il Papa in persona.

Ebbene, dello stesso avviso è Papa Francesco che, intervenuto nella trasmissione condotta da don Marco Pozza, intitolata - per l'appunto - 'Padre Nostro' e in onda su TV2000, ha detto che andrebbe cambiata.

Ed ora a metterne in discussione la traduzione non sono solo alcuni teologi, ma anche Papa Francesco.

Nella preghiera del "Padre nostro" Dio che ci induce in tentazione "non è una buona traduzione".

"L'originale - continua - ha proprio questo significato, una invocazione affinché il Signore non permetta che noi cadiamo nella tentazione e ci dia tutti gli aiuti per superarla".

Per Papa Francesco, infatti, non è Dio che induce in tentazione ma "quello è l'ufficio di Satana". Nella settima puntata, ospite il filosofo Umberto Galimberti, secondo cui "l'ottimismo del cristianesimo non esiste in altre culture". Il problema? La traduzione della frase "e non ci indurre in tentazione ma liberaci dal male".

In Francia, infatti, appena domenica scorsa, è stato deciso di cambiare il passaggio della preghiera che recita: "Et ne nous soumets pas à la tentation" ("E non ci indurre in tentazione"), con "Et ne nous laisse pas entrer en tentation" ("Non lasciarci entrare in tentazione"), ritenuto più corretto. Dopo mezzo secolo - la controversa versione venne introdotta il 29 dicembre 1965 - la Conferenza episcopale transalpina ha quindi optato per la nuova traduzione del Notre Père.

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