Flavio Insinna si sfoga contro un giornalista di TV Blog

Flavio Insinna insulta un giornalista

E poi ha perso le staffe, fino a insultarlo, dandogli del "pezzente".

A quanto pare quest'ultimo ha fatto qualche domanda scomoda al conduttore che, alla fine dell'intervista, ha manifestato il suo dissenso con tanto di minaccia di querela se leggerà qualcosa che non gli piacerà. Parole di Flavio Insinna contro un giornalista, nello specifico Massimo Galanto di Tvblog, accusato persino di portare sfiga perché ogni volta che partecipa a una conferenza del conduttore, i suoi programmi finiscono sotto il 10% di share.

Conduttori dello show saranno Flavio Insinna e Anna Valle, accompagnati da giovanissimi talenti di ballo, canto e musica. Dopo questa scena il rappresentante di Unicef, racconta sempre Galanto con documento video, ha provato a conciliare i due. "Insinna si è avvicinato rivolgendo nei miei confronti parole dure (la scena è avvenuta davanti a decine di persone, tra cui moltissimi giornalisti) sostenendo che io gli abbia dato (non ho ancora capito se verbalmente, in un articolo o in altra modalità) del "vecchio" e del "riciclato". "Mi ha chiesto se fossi disposto a stringere la mano al conduttore, in segno di riappacificazione". Non avendo nulla di personale contro Insinna, ho accettato senza nessuna resistenza (pur esprimendo il timore che il mio avvicinamento potesse nuovamente riaccendere l'animo di Insinna). Alla grande. Oh, pesa quello che scrivi perché c'ho gli avvocati pronti per tutti. Così, dopo un primo vano tentativo, la stretta di mano c'è stata.

E infatti nella clip Insinna spiega al giornalista che quella che gli ha appena concesso "è l'ultima intervista della mia vita con te". "Da quando ci sei tu, sono state solo secchiate di offese". A quel punto, Galanto replica: "Ma perché non procedi già con le querele, dico io?" In quell'occasione (qui il video) il giornalista, oltre a domandare del calo d'ascolti di Affari Tuoi di quel periodo chiede, ad entrambi, se non ritengano di essere "inflazionati", in virtù dei molti programmi che in quel periodo conducevano contemporaneamente.

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