Italia, Buffon dice addio alla Nazionale: "Dispiace lasciare con un dispiacere simile"

Buffon “Piangersi addosso non serve. Possiamo ancora farcela”

Saluta Buffon. Godono gli oppositori televisivi alla presidenza federale di Carlo Tavecchio.

Il capitano azzurro: "Dispiace ma non per me, per il movimento". In palio un premiuccio da poco, semplicemente la qualificazione ai Mondiali, un appuntamento che l'Italia ha saltato solo una volta, nel 1958 proprio in Svezia, marchiando d'infamia gli sfortunati protagonisti dell'epoca.

Atmosfera caldissima sugli spalti con la compagine Azzurra che è stata accolta da un boato (fischi però per il ct Ventura nel momento in cui sul tabellone luminoso è parsa la sua immagine dopo l'undici iniziale dell'Italia), un trattamento ben diverso è stato invece riservato agli ospiti allenati da Jan Andersson. Così facendo, sarebbe il gesto di chi lascia la scena senza farsi esonerare dalla Federazione. Un campione del Mondo, un 40enne all'ultima partita di un'incredibile carriera in Nazionale ha ancora la forza di piangere per un risultato sportivo.

"Abbiamo fallito qualcosa che anche a livello sociale poteva essere importante". Questo è l'unico rammarico che ho, perché il tempo passa ed è tiranno ed è giusto che sia così. Dispiace che la mia ultima gara sia coincisa con l'eliminazione dal Mondiale”. Chi gioca queste partite sa quello che vuole dire, quanto è difficile recuperare un gol. "Probabilmente non siamo riusciti a fare al meglio quello che potevamo fare". Voglio abbracciare tutti, chi mi ha sostenuto sempre, a Chiellini, Barzagli, Bonucci e tutti gli altri. Spero che i giovani traggano esempio. L'altro giorno, nel suo delirio di onnipotenza, il tecnico della Ternana Pocheschi aveva evidenziato che basterebbe una squadra della nostra serie C, cazzuta e pronta alla battaglia, per avere ragione della nazionale svedese.

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