Sfregio a Marzabotto: saluto romano dopo il gol nel paese della strage

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Un gesto che non va sottovalutato ma condannato con fermezza.

Eugenio Maria Luppi ha fatto il saluto fascista dopo il goal segnato a Marzabotto, luogo dell'eccidio nazista: arriva una dura condanna. L'episodio è avvenuto in uno dei luoghi simbolo della strage nazi-fascista, Marzabotto, dove tra il 29 settembre e il 5 ottobre 1944 furono uccisi circa 800 civili.

IL FATTO. In campo domenica si affrontavano il Marzabotto ed il 65 Futa, partita di seconda categoria, girone I. Al secondo gol ospite, quello che sarà della vittoria, l'autore della rete si toglie la maglietta scoprendo una t-shirt con una bandiera italiana e lo stemma della Repubblica di Salò (fascio littorio sormontato da un'aquila). "Lo sport deve educare ai valori della Costituzione - ha dichiarato in un comunicato il sindaco della città Romano Franchi - È un atto premeditato che non giustifica nessuna ragione". L'amministrazione comunale procederà per vie legali per chiedere l'applicazione delle leggi esistenti che puniscono il reato di apologia di fascismo.

"Inoltre - continua l'amministrazione comunale di Marzabotto - chiederà alla Federazione Gioco Calcio di Bologna di prendere immediate misure nei confronti della società 65 Futa che prevedano l'allontanamento del giocatore dai campi di calcio".

Secondo il sindaco di Marzabotto, "risulta assai improbabile che nessun dirigente della società 65 Futa si sia accorto negli spogliatoi della maglietta indossata dal calciatore in questione".

"Sono consapevole di aver recato offesa non solo alle associazioni partigiane e antifasciste ma a tutta la comunità di Marzabotto. - ha aggiunto - Ho agito con leggerezza senza pensare alle conseguenze che questo mio gesto avrebbe scaturito tanto a livello personale quanto comunitario". "A seguito degli avvenimenti di cui mi sono reso protagonista durante la partita di calcio Marzabotto-Futa65 - fa sapere in una nota diffusa dal suo club - sono qui ad esporre il mio più totale e sincero pentimento". Pretendiamo le dovute scuse da parte della dirigenza della squadra, auspichiamo anche che il giocatore non si presenti più sul campo del Marzabotto, spetterà poi alla dirigenza stessa decidere se includere nella propria rosa di atleti un personaggio simile. Ma era mio dovere morale scusarmi.

Luppi pentito - E lo stesso Luppi ora si dice dispiaciuto e pentito: "Ho lasciato passare un terribile messaggio di cui sono totalmente pentito e dispiaciuto". So' che nessuna mia parola potrà cancellare ne il mio sconsiderato gesto ne il dolore che esso ha causato. Ribadendo l'estraneità al fatto, la Societa Futa 65 comunica inoltre che il calciatore in questione è già stato sospeso dall'attività agonistica e verrà multato secondo il regolamento interno vigente. "Ci scusiamo per l'accaduto con tutte le persone colpite nel profondo da questo gesto. e chiediamo scusa a tutti a nome nostro e del nostro tesserato".

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