Russiagate, anche l'intelligence Usa attacca Donald Trump: "Dovrebbe vergognarsi"

Due top leader dell'intelligence americana hanno detto che Trump è stato "played" - traduzione: preso in giro - da Putin sulla questione, e questo significa che lui è facilmente manipolabile dai leader stranieri, basta che gli si soddisfi il proprio ego (nel caso: ultimamente Putin l'ha definito una persona piacevole, e s'è detto dispiaciuto di non aver potuto spendere più tempo insieme in occasione del vertice Asec dello scorso weekend).

Lo ha affermato un portavoce dell'agenzia in una dichiarazione diffusa ai media americani dopo che Putin - secondo quando riferito da Trump - è tornato a negare ogni coinvolgimento. Seduto a fianco a Brennan in trasmissione c'era James Clapper, ex Director della National Intelligence, ossia l'agenzia che coordina i 17 diversi dipartimenti dei servizi segreti americani.

Poi l'affondo da parte di Brennan: "Per qualche ragione il presidente Trump appare intimidito da Putin, impaurito da quello che potrebbe dire o che potrebbe venir fuori sulle indagini" del Russiagate. Per l'IC il punto non è più se, ma come sia avvenuto questa interferenza. "Il presidente dovrebbe vergognarsi", aggiunge Brennan. Dubitare dell'onestà di Jim Clapper, ex generale, l'11 novembre, giorno in cui si rende omaggio ai veterani, "è scandaloso", ha detto ancora oggi Brennan, nominato allora da Barack Obama. "E io credo che se lo dice, è davvero così". Lo speciale procuratore che indaga sul Russiagate, Robert Mueller, intanto, ha interrogato l'advisor del presidente Trump, Stephen Miller. Conversando con un gruppo di giornalisti a bordo dell'Air Force One prima di atterrare ad Hanoi, il presidente americano ha passato in rassegna i suoi interlocutori nelle principali capitali del mondo: "Mi intendo perfettamente con Angela (Merkel), anche se voi giornalisti non lo scrivete", ha detto Trump con riferimento alla cancelliera tedesca. George Papadopoulos, che ha lavorato per la campagna di Trump nel 2016, si e' dichiarato colpevole per aver mentito all'Fbi sui suoi contatti con Mosca durante le presidenziali.

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