La svalutazione di Epcg brucia l'utile di A2A del 30%

L'azienda presieduta da Giovanni Valotti ha chiuso i primi nove mesi del 2017 con un utile netto in calo del 30% rispetto al 2016: 226 milioni di euro (323 milioni di euro al 30 settembre 2016).

Al lordo di tutti gli effetti straordinari, l'utile netto "ordinario", risulterebbe in crescita di 38 milioni, dai 281 milioni al 30 settembre 2016 ai 319 milioni dell'esercizio corrente. Gli investimenti crescono del 16% a 271 milioni di euro.

Per l'intero 2017 A2A si attende un margine operativo lordo di gruppo pari a circa 1,2 miliardi, in crescita rispetto a quanto comunicato nella precedente guidance, principalmente grazie alla performance attesa nella Business Unit Generazione e Trading.

"Gli eccellenti risultati consuntivati nei primi 9 mesi del 2017 e il protrarsi di condizioni favorevoli nel mercato energetico di riferimento - si legge in una nota della multiutility lombarda - consentono di guardare con ottimismo ai risultati economici di chiusura dell'esercizio".

Depurando i conti dalle componenti non ricorrenti (la contabilizzazione nel 2016 di una plusvalenza non monetaria pari a 52 milioni di euro in relazione alla scissione parziale non proporzionale di Edipower e la svalutazione nel 2017 per complessivi 93 milioni di euro degli asset di EPCG) l'utile netto ordinario, risulterebbe in crescita di 38 milioni di euro a 319 milioni di euro dai 281 milioni di euro al 30 settembre 2016.

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