Finte vaccinazioni, licenziata assistente sanitaria a Treviso

TREVISO Emanuela Petrillo, l'assistente sanitaria sotto accusa per non aver vaccinato centinaia di bambini durante la sua attività, nelle province di Udine e Treviso, è stata licenziata nella giornata di lunedì 13 novembre. Lo ha annunciato il direttore generale dell'azienda sanitaria Ulss 2 di Treviso, Francesco Benazzi, dove la professionista era impiegata. "La presenza, in questi sei anni, di altri vaccinatori e l'assenza della Petrillo nel 2016-2017 - aveva affermato il direttore Benetollo - ha garantito nella maggior parte dei casi almeno una somministrazione parziale delle dosi, il che ha consentito di mantenere tassi di copertura relativamente elevati nella popolazione e consentire che l'immunità di gregge funzionasse ancora". Lo ha reso noto l'avvocato Paolo Salandin, legale della donna che è indagata dalla Procura della Repubblica di Udine per l'ipotesi di reato di peculato, omissione d'atti d'ufficio e falsità in dichiarazioni.

Il caso è scoppiato nell'aprile scorso, quando i colleghi di Emanuela Petrillo hanno iniziato ad avere dei sospetti, perché nessun bambino che piangeva quando era lei a fare le iniezioni. "Senza contare che ho vaccinato anche adulti", si era difesa allora l'infermiera. "Per quanto riguarda Treviso siamo in attesa dell'esito del processo". Lì le persone da lei vaccinate rispondevano solo per il 20,8% mentre per le altre assistenti sanitarie la risposta era del 92,5 per cento. Dati del Friuli sono stati confermati anche dalle analisi e ci danno la possibilità di sospendere il rapporto di lavoro. Mia nipote è stata umiliata per la sua bellezza e oggi viene usata quale capro espiatorio.

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