Morto per uno scambio di provette con un omonimo: medici a processo

Ricoverato per lombosciatalgia muore per uno scambio di persona a processo 4 medici

Un nuovo inquietante caso di malasanità, stavolta nell'ospedale di Pieve di Cadore, nel bellunese. Secondo i familiari, a causare il decesso del loro congiunto sarebbe stata di una dose troppo bassa di anticoagulante data per un errore di omonimia che ha comportato uno scambio di provette di sangue. I medici accusati sono Daniele De Vido, del servizio di Diabetologia 51enne di Venezia, Paolo Nai Fovino, 62enne endocrinologo di Brescia, Federica Vascellari, 61enne di Calalzo, internista, e Roberta Da Re, 53enne reumatologa, di Vittorio Veneto. Il caso avvenne nel reparto di Medicina, quasi un mese dopo il ricovero per una lombosciatalgia di Giacobbi. "Un medico - ha riferito - mi ha informato della morte e mi ha detto che c'era stato uno scambio di prelievi: per questo ho ritenuto di procedere alla segnalazione all'autorità giudiziaria, chiamando i carabinieri". L'uomo era stato ricoverato il 15 aprile, e si è spento il 9 maggio 2014.

Dalle informazioni divulgate dal quotidiano della provincia di Treviso, il nodo è nella causa della morte: "Mio papà è morto per emorragia cerebrale - ha spiegato Beatrice Giacobbi - indotta dalle terapie anticoagulanti effettuate con un erroneo dosaggio".

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