Molti comuni hanno sbagliato per anni a calcolare la tassa sui rifiuti

Tassa sui rifiuti. In arrivo in questi giorni gli Avvisi di accertamento per l'anno 2017

La TARI riguarda la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti e viene applicata a chiunque sia proprietario (o inquilino) di un'abitazione con un calcolo che comprende il numero di persone all'interno del nucleo familiare e l'ampiezza dell'immobile. A segnalare l'errore è stato il deputato del Movimento 5 Stelle Giuseppe L'Abbate, che ha fatto un'interrogazione parlamentare al sottosegretario all'Economia Pier Carlo Baretta basandosi su un articolo del Sole 24 Ore del 2014 che già aveva parlato dell'errore. Così Giovanni Valotti, presidente di Utilitalia (la Federazione delle aziende che si occupano di ambiente, acqua e energia) commenta - a margine di un convegno dedicato proprio alla regolazione del servizio di igiene urbana nell'ambito di Ecomondo a Rimini - l'errore di calcolo da parte dei Comuni sulla Tari, la tassa dei rifiuti, che sarebbe stata "gonfiata" per uno sbaglio nel computo della quota variabile. Anche fino al doppio del dovuto. I Comuni, invece, moltiplicavano la quota variabile per tutte le pertinenze della casa, con il risultato che la bolletta era quasi raddoppiata. Ad esempio, chi ha casa, garage e cantina potrebbe essersi ritrovato a pagare la quota variabile non una ma tre volte. La parte fissa dipende da quanto è grande la casa ed è in proporzione ai metri quadrati dell'abitazione. Ma le pertinenze non accrescono la quantità d'immondizia prodotta da una famiglia.

Ancora, riportando l'esempio discusso alla Camera: per un appartamento in cui vive una famiglia di 4 persone, con superficie complessiva di 150 mq., di cui 100 di casa, 30 di garage e 20 di cantina, la parte variabile della tariffa relativa ad autorimessa e cantina (come precisato dal punto 4.2 dell'allegato 1 al DPR n. 158/99) "va computata solo una volta, considerando l'intera superficie dell'utenza composta sia dalla parte abitativa che dalle pertinenze site nello stesso comune". E il grave errore sarebbe stato commesso, tra i tanti, anche dai Comuni di Milano, Genova, Ancona, Napoli, Catanzaro e Cagliari. "In difetto di tale condizione i medesimi luoghi si considerano utenze non domestiche".

Consumatori sul piede di guerra per rivendicare gli esborsi immotivati: il Movimento difesa del cittadino - che da tempo denunciava irregolarità nell'applicazione del tributo - ha deciso di lanciare attraverso i suoi sportelli territoriali la campagna 'SOS Tari' per chiedere ai Comuni di indennizzare i contribuenti per le somme illegittimamente versate. Diversamente, si può impugnare l'avviso di accertamento del tributo, entro 60 giorni dalla notifica effettuata dal Comune, presentando ricorso alla Commissione tributaria provinciale.

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