Paradise Papers, spuntano i nomi di Lewis Hamilton e del colosso Apple

F1 | Paradisi fiscali ed evasione coinvolto anche Lewis Hamilton

Apple replica al ciclone di accuse piovute su Cupertino dopo la divulgazione dei Paradise Papers, 13 milioni di file frutto di un'inchiesta condotta dal pool giornalistico internazionale Icij del quale fanno parte, per l'Italia, l'Espresso e Report.

Nuove rivelazioni arrivano dai Paradise Papers, i documenti che riportano le operazioni finanziarie offshore effettuate da vip, imprenditori miliardari e aziende per ottenere vantaggi fiscali. Ci sono molte storie al riguardo, ma non ho nulla da aggiungere a ciò che è stato detto. Le società off-shore sono nate e vengono ad oggi utilizzate per le opportunità di riservatezza che offrono e soprattutto per i benefici fiscali che presentano. Tra i beneficiari di questo schema anche Trump per un suo jet. Indispensabile per la nuova riuscita del progetto, spiega il Guardian, sono stati gli avvocati in grado di gestire operazioni sul filo della legalità senza mai sconfinare nell'illegalità, e un entourage di lobbisti influenti nel mondo della politica, per evitare che quest'ultima si interessi troppo da vicino di tali investimenti. Il campione mondiale di Formula Uno avrebbe evaso 3,3 milioni di sterline d'Iva per l'acquisto di un jet privato. Il prezzo dell'IVA, la tassa applicata su ogni prodotto o bene acquistato in Europa, non sarebbe quindi stata versata dal pilota dopo l'acquisto del suo Bombardier Challenger 605 color rosso fuoco da 27 milioni di dollari.

A fare gli interessi di Hamilton sarebbe un team di consulenti professionisti che lo hanno rassicurato a proposito.

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