Casapound: ad Ostia no apparentamenti

Ostia al voto dopo il commissariamento, poca folla ai seggi

Bene anche l'ex viceparroco Franco De Donno con l'8,61% finale. Così in una nota ha commentato Luca Marsella, candidato di CasaPound alle elezioni di Ostia (Municipio X di Roma).

La scelta direi di vita e di dignità sta tuttavia nelle mani delle due candidate: dicano che non vogliono trasformare quei voti nell'ago della bilancia, che non intendono governare un territorio difficile come Ostia con quel fardello sulle spalle. Un centrodestra unito, dunque, si dimostra vincente a Ostia come in Sicilia: in attesa dei risultati definitivi, Nello Musumeci rappresenta l'espressione di una coalizione che unita può vincere a livello nazionale. "Cpi con Luca Marsella ha superato il 9% delle preferenze", ha scandito Di Stefano, "piazzandosi quarta forza in campo dopo M5S, centrodestra e Pd, e arrivando a toccare punte anche del 20% nei quartieri popolari, da tempo abbandonati dalla politica di tutti gli schieramenti". In totale sono 22.761 voti in meno tra le due tornate.

Da una parte la professoressa di Lettere di Fratelli d'Italia, Monica Picca, del 1971, dall'altra una fedelissima della sindaca di Roma, Giuliana Pillo, 1962, anche lei insegnante ma di sostegno. "Abbiamo ottenuto una vittoria senza precedenti che ci proietta diritti in Parlamento".

A dispetto dei riferimenti alla rivoluzione fascista e all'antiparlamentarismo che abbondano sulle pareti della sede del movimento, situata qualche isolato all'interno rispetto al lungomare, dove ad accogliere i simpatizzanti accorsi per complimentarsi ci sono tre volontari che maledicono l'astensionismo e rimpiangono di non aver potuto votare per motivi anagrafici.

Da una parte non pare esserci molta speranza. Bozzi e le sue liste per l'autonomia in poco più di un mese sono riusciti a mettere insieme 3.625 voti, pari a 5,54%. Anche loro saranno decisivi nella partita del ballottaggio.

La sindaca di Roma Virginia Raggi non passa quindi il test di 'mid term'. Insomma, tira un rapporto fra i 22mila voti persi dai grillini sul litorale e la crescita di CasaPound. Una strana realtà conosciutissima, raccontata in serie televisive di successo come Suburra, ma che non riesce a coalizzare una forte estesa reazione nella società civile, assente nelle urne e spesso nelle piazze. Non altrove. Da una parte è impossibile sottovalutare i risultati che, in giro per l'Italia, CasaPound ha raccolto in diverse scadenze elettorali, dal 7% di Bolzano all'8% di Lucca fino al 5% di Todi.

Ma in giro per il lungomare, nei bar e sotto i portici, non è certo la matrice ideologica neofascista che salta in mente agli ostiensi che si confrontano sulle ragioni dell'exploit di Casapound.

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