Ostia verso il ballottaggio. Un caso nazionale

ELEZIONI OSTIA, X MUNICIPIO ROMA/ Risultato e come si vota: test Raggi dopo il commissariamento

Si andrà al ballottaggio, domenica 19 novembre, per eleggere il presidente del consiglio del X Municipio di Roma Capitale (Ostia, Acilia, Castel Porziano, Castel Fusano, Infernetto, Malafede e Palocco).

A dispetto dei riferimenti alla rivoluzione fascista e all'antiparlamentarismo che abbondano sulle pareti della sede del movimento, situata qualche isolato all'interno rispetto al lungomare, dove ad accogliere i simpatizzanti accorsi per complimentarsi ci sono tre volontari che maledicono l'astensionismo e rimpiangono di non aver potuto votare per motivi anagrafici. "Ci spiace non aver avuto altri 500 voti che ci avrebbero concesso di piazzare due consiglieri". Un consenso percepito come un trionfo."CasaPound - ha commentato Marsella dopo il voto - è l'unico movimento presente e che difende gli italiani". In totale sono 22.761 voti in meno tra le due tornate. Per questo il 30,21% raccolto dalla pentastellata Giuliana Di Pillo, nonostante i problemi e le polemiche che circondano la giunta a 5 Stelle del Campidoglio guidata da Virginia Raggi, rappresenta un risultato importantissimo per Beppe Grillo e compagni.

Tuttavia l'effetto Ostia, che segue quello già avvenuto in altre città, compresa l'adesione recente di sindaci e vicesindaci al movimento, lascia intendere che alle prossime consultazioni politiche e regionali in molte zone gli altri partiti e movimenti dovranno fare i conti, specie lì dove il radicamento è continuo e diffuso, con un movimento che ha saputo avanzare nei quartieri popolari oppure lì dove esiste la percezione dell'abbandono da parte delle istituzioni. Ma a calare, nel X Municipio di Roma, è anche l'interesse dei cittadini nei confronti della sfera politica: al primo turno delle amministrative 2016 si era recato alle urne il 56,26% degli aventi diritto; al primo turno di queste elezioni, ha votato appena il 36,15%. Chi fa registrare il balzo in avanti maggiore è Casapound. Si candida per il M5s Giuliana Di Pillo e per il Pd Athos De Luca, con il "terzo incomodo" Monica Picca di FdI per il centrodestra: si cerca di trovare una novità per questo municipio dopo mesi e mesi di irregolarità e tensione per una organizzazione pubblica completamente fallimentare.

M5S, persi quasi 20mila voti in un anno e mezzo. Sono lontani i tempi del 2013, quando la coalizione di centrosinistra (con candidato Andrea Tassone) arrivava al 42,95% guadagnando la presidenza. Non superano lo sbarramento del 3% Giovanni Fiori (Popolo della Famiglia: 1,34%) e Marco Lombardi (Lista Civica Noi del 10° Municipio: 1,32%).

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