Veneto- 40 anni da paralizzato, decide per l'eutanasia in Svizzera

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Sì perché la 'dolce morte' in Svizzera non è bandita.

Il drammatico memoriale che Loris Bertocco ha voluto rendere pubblico ripercorre le tappe del suo doloroso cammino. Loris era paralizzato e non vedente dall'età di 18 anni, quando ebbe un incidente stradale, investito da un'auto in motorino.

Loris Bertocco era nato a Dolo, comune tra Padova e Mestre, nel 1958. "Mi è difficile immaginare il resto della mia vita in modo minimamente soddisfacente, essendo la sofferenza fisica e il dolore diventati per me insostenibili e la non autosufficienza diventata per me insopportabile". Il certificato che è stato redatto nello stesso Ospedale alle dimissioni attesta una situazione che a parere dei medici era di gravità estrema; si parlava di difficoltà nel potere riacquisire una stazione eretta e dell'impossibilità della deambulazione e quindi di non più autosufficienza. Nel 2011 la moglie decide la separazione. E poi un ultimo appello: "Il mio impegno estremo, il mio appello, è adesso in favore di una legge sul testamento biologico e sul fine vita".

Insieme alla lettera di Loris c'era anche una breve nota firmata da Gianfranco Bettin e Luana Zanella, esponenti storici dei Verdi. Bettin ha affermato che Loris voleva che il suo memoriale fosse diffuso per 'aprire gli occhi' alle autorità e per dare finalmente dignità a tutte le persone come lui. Lo faceva in termini ipotetici.

Probabilmente anche questo alla base della scelta di porre fine alla sua esistenza.

"Un uomo generoso e tenace, impegnato su molti fronti - ricorda Bettin - Animatore culturale fin da ragazzo, per decenni aveva condotto trasmissioni musicali e politico-culturali nelle radio libere venete. Ambientalista convinto, era stato tra i fondatori dei Verdi italiani e non aveva mai smesso di partecipare a lotte sia territoriali che di portata globale: contro il nucleare e i mutamenti climatici, per la riconversione ecologica, per la pace".

Ringrazio tutti coloro che mi sono stati vicini e che proseguiranno la battaglia per il diritto ad una vita degna di essere vissuta e per un mondo più sano, pulito e giusto.

"Loris è il quarto veneto che ha deciso di ricorrere al "#fine vita" come soluzione alle sue sofferenze fisiche e morali.

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