Legge elettorale, il governo pone la fiducia. E' bagarre alla Camera

Legge elettorale fiducia ora le elezioni sono più vicine. Ipotesi 4 marzo

Roma. E' stato tra lunedì sera e martedì mattina che si sono giocate le ultime e decisive carte, in una triangolazione tra partiti, governo e Quirinale, intorno alla riforma elettorale che oggi va al voto - con fiducia - alla Camera.

Tra gli esponenti di Campo Progressista in piazza ci sono tra gli altri, Ciccio Ferrara, Marco Furfaro, Massimiliano Smeriglio, Michele Piras, Giovanna Martelli, Franco Bordo, Gianni Melilla, Marisa Nicchi, Michele Ragosta, Filiberto Zaratti, Mapi Pizzolante. Mentre Danilo Toninelli, deputato M5S, ha espresso su Twitter il suo disappunto: "Fiducia su #leggeelettorale è atto eversivo e incostituzionale fatto da chi ha paura dei suoi. Gentiloni si opponga e Mattarella intervenga!". Ci rendiamo conto della gravità di questa violenza verbale?

Riportiamo una carrellata di articoli di varia provenienza fra Costituzione e Regolamento Parlamentare, fonti primarie del diritto italiano.

Anche se la partita sulla legge elettorale sembra chiusa la vicenda non può (e non deve) essere esente da critiche. Principalmente, armonizza la formula elettorale delle due Camere.

Il Pd è arrivato compatto all'appuntamento, tanto che non c'è stato neanche bisogno di convocare l'assemblea del gruppo.

Gli emendamenti presentati sono in totale 200. Al Pantheon ha manifestato invece la sinistra. A Montecitorio la leader di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni ha preso le distanze dai suoi alleati: "È una legge vergognosa, non non potevamo starci e ci dispiace che altri si siano resi disponibili".

Ma fra legalità e correttezza politica corre un filo sottile, sul quale giocano le varie parti in causa. Ma "siamo ormai a scadenza di legislatura". "La fiducia un colpo di mano?" Alessandro Di Battista ha messo nel mirino la Lega Nord: "Salvini si è venduto per qualche voto in più cedendo lo scettro di comando a Berlusconi", ha detto. La nuova proposta (Rosato) contiene una formula per un terzo maggioritaria, per due proporzionale. "Non me lo aspettavo da Gentiloni: un presidente del Consiglio che dice 'non mi occupero' della legge elettorale' e poi mette la fiducia su una legge che non e' del governo perde credibilita'". Mentre al momento è prevista la loro presenza alla votazione finale per dire no al Rosatellum nella speranza si aggiungano ai loro voti contrari e a quelli di Fdi Mdp e Sinistra Italiana quel centinaio e rotti di franchi tiratori che sarebbero necessari per affossare il Rosatellum bis. "Mussolini sulla Legge Acerbo, De Gasperi sulla legge truffa e Renzi sull'Italicum?".

Luigi Di Maio, ha annunciato una "veglia per la democrazia in piazza".Se il Rosatellum dovesse superare la prova del voto finale segreto, il M5s e Beppe Grillo, hanno promesso di replicare la mobilitazione al Senato.

In giornata si voterà ancora sul Rosatellum alla Camera, lo si farà in un clima tutt'altro che disteso.

Per quanto riguarda Lega e Forza Italia, che non hanno partecipato ai voti di fiducia, è arrivata la conferma che il voto sulla legge elettorale sarà favorevole. Intanto Di Maio e Di Battista giurano guerra al Rosatellum: chi la spunterà?

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