Gli Usa escono dall'Unesco in solidarietà con Israele

La sede dell'Unesco in una

Gli Stati Uniti hanno deciso di lasciare l'Unesco, l'agenzia delle Nazioni Unite per l'Educazione, la Scienza e la Cultura, dopo le tensioni degli ultimi anni che hanno seguito l'ingresso all'interno dell'organizzazione della Palestina. La decisione diventerà effettiva il 31 dicembre 2018, dice il comunicato del Dipartimento di Stato. Bokova parla di una "perdita per l'Unesco e per la famiglia delle Nazioni Unite".

"Questa decisione non è stata presa alla leggera e riflette le preoccupazioni degli Stati Uniti per l'arretratezza dell'Unesco, la necessità di una riforma fondamentale nell'organizzazione e tiene conto della sua perenne posizione anti-Israele", ha affermato il dipartimento di Stato, aggiungendo che gli Stati Uniti cercheranno di "rimanere impegnati come stato osservatore non membro per contribuire alle opinioni, le visioni e le competenze dell'organizzazione". "L'Unesco esprime profondo rammarico per l'uscita degli Stati Uniti".

La decisione degli Usa di ritirarsi dall'Unesco è "una triste notizia": lo ha dichiarato il portavoce di Putin, Dmitri Peskov. Il suo quartier generale è a Parigi. Già nel 1984 gli Stati Uniti si erano ritirati dall'organizzazione su decisione del presidente Ronald Reagan, che aveva accusato l'UNESCO di essere corrotto e schierato con l'Unione Sovietica.

Gli Usa fuori dall'Unesco. L'Unesco è la prima organizzazione Onu ad aver ammesso la Palestina come Stato membro, nell'ottobre 2011, suscitando l'ira e lo stop dei finanziamenti da parte di Usa e Israele. Senza contare la ritorsione del Giappone, il secondo finanziatore più importante, che ha rifiutato di pagare la sua quota 2016 in seguito all'iscrizione, nel 2015, nel registro della memoria mondiale, del Massacro di Nankin, perpetrato dall'esercito imperiale giapponese nel 1937.

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