Colussi, l'azienda vuole licenziare 125 dipendenti. Sindacati: "Inaccettabile"

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Sulla vertenza Colussi interviene, a nome dell'amministrazione comunale, il sindaco Stefania Proietti, che "è vicina e solidale ai lavoratori che rischiano di essere considerati in esubero, ritenendo il lavoro la vera condizione di emancipazione dell'uomo". I vertici aziendali hanno infatti dichiarato l'apertura della procedura di licenziamento collettivo ai sensi della legge 223/91. Nei prossimi giorni saranno convocate le assemblee in tutti gli stabilimenti del gruppo nelle quali si decideranno le azioni di protesta. Per la Perugina già si parla di esuberi, per la Colussi oggi è stata proclamata l'intenzione di avviare i licenziamenti per 125 dipendenti. "Anni in cui, è giusto ricordarlo, la Colussi S.p.a. ha fatto investimenti riportando il proprio centro direzionale a Petrignano di Assisi e garantendo la permanenza in questi stabilimenti di parte importante della propria produzione". Il consigliere regionale Marco Squarta chiama in causa Palazzo Cesaroni, dicendo che "l'Assemblea legislativa non può far finta di non vedere una serie di crisi aziendali che stanno devastando il tessuto economico e sociale dell'Umbria". Centinaia di lavoratori senza credibili prospettive di reinserimento e altrettante famiglie umbre si troveranno presto in serie difficoltà e la politica deve fare tutto ciò che è possibile per evitare la desertificazione economica di questa regione.

Si dice preoccupato il consigliere regionale del Pd Giacomo Leonelli, che fa notare come il numero degli esuberi sia aumentato rispetto al momento della presentazione del piano industriale. "Anche l'Assemblea legislativa regionale dovrà quindi - conclude il consigliere - farsi carico di delineare azioni efficaci di sostegno alla ripresa economica in grado di porre fine all'emorragia di posti di lavoro che sta dissanguando l'Umbria".

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