Banche venete, il ristoro da 100 milioni di Intesa SP

Intesa stanzia 100 milioni per gli azionisti delle Venete

Un fondo da 100 milioni per i risparmiatori delle due ex popolari venete più in difficoltà; rassicurazioni concrete alle imprese su fidi e sull'accompagnamento nei loro progetti di investimento ed espansione; accelerazione sulla migrazione dei sistemi informatici (che si concluderà entro l'11 dicembre), sull'operatività delle filiali, sulla formazione del personale, in modo da integrare pienamente già dal 2018 le ex Veneto Banca e Popolare di Vicenza - che ha inglobato la ex Cassa di Prato - all'interno di Intesa Sanpaolo. Sulla base delle informazioni disponibili Intesa Sanpaolo stima di poter erogare l'intero plafond di 100 milioni di euro nell'arco di 5 anni, ipotizzando che le persone che aderiranno all'offerta rimangano clienti del Gruppo per tutta la sua durata.

Prevista l'erazione in più tranche nell'arco di cinque anni, destinata ai clienti (soltanto a coloro che restano clienti nel quinquennio) con reddito annuo lordo non superiore a 30mila euro e con patrimonio immobiliare massimo di 15mila euro.

Ogni anno l'erogazione, è stato poi spiegato, è subordinata al mantenimento di una relazione di clientela con il gruppo.

Ogni famiglia al massimo potrà ricevere 15mila euro.

Una condanna senza appello: Carlo Messina, Consigliere Delegato di Intesa San Paolo, non usa mezzi termini per criticare la gestione che ha portato al crac delle due ex popolari. Tanto che anche i pluriaffidamenti non verranno toccati.

Le erogazioni quindi saranno effettuate mediante l'assegnazione di strumenti finanziari.

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