Ilva caos, Calenda annulla il vertice, proposte irricevibili. Sciopero

Un operaio dell'Ilva in una

Il responsabile del Mise poi ha aggiunto: "Bisogna ripartire dall'accordo di luglio, dove si garantivano i livelli retributivi".

Intanto Aditya Mittal, cfo di ArcelorMittal e ceo del gruppo in Europa, nel corso del forum di Conftrasporto che si tiene oggi a Cernobbio, ha dichiarato che l'Ilva "è una sfida non facile, ma io sono giovane e sono qui per rimanere nel lungo termine e portare avanti con successo questo nel lungo termine". Il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, ieri ha fermato sul nascere l'avvio delle trattative con la compagine composta da ArcelorMittal (all'85%) e Marcegaglia (15%), che si è aggiudicata gli asset dell'Ilva in amministrazione straordinaria.

In pratica, seguendo un iter temporale che prende piede dall'approvazione da parte della maggioranza parlamentare, di cui è espressione - seppur incerta politicamente allo stato attuale - lo stesso Calenda, del Jobs Act si è arrivati ad una conclusione più che scontata in cui tra i tre protagonisti della vicenda (Stato, Gruppo imprenditoriale e lavoratori) si è formata una cordata immaginaria che ha messo totalmente in secondo piano il lavoro e le condizioni dei lavoratori. E' vitale che l'implementazione del nostro piano non venga ritardata.

Il vertice a Roma è avvenuto proprio mentre gli stabilimenti dell'azienda erano fermi per 24 ore per uno sciopero proclamato dal consiglio di fabbrica per protestare contro il piano dell'acquirente Am Investco, che conferma i 4mila esuberi programmati a fronte di 10mila lavoratori assunti. Il ministro dello Sviluppo economico ha quindi chiarito di aver annullato il tavolo perché "come Governo non possiamo accettare alcun passo indietro su retribuzioni e scatti di anzianità acquisiti che facevano parte degli impegni". "Che in questo momento sono anche avere un'industria siderurgica degna di questo nome". Più tardi l'azienda ha diffuso una nota:"Siamo contrariati dal fatto che non abbiamo potuto iniziare la negoziazione con i sindacati". Per Rocco Palombella, segretario della Uilm, "resta il tema degli esuberi: non ne abbiamo concordato alcuno e sono irricevibili".

Il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, auspica che "il confronto riprenda quanto prima e non ci si fermi alla prima proposta e alla prima reazione senza nemmeno entrare eccessivamente nel merito".

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