Il 75% del miele contiene neonicotinoidi: api a rischio

Miele in 3/4 casi contaminato da una famiglia di pesticidi

Gli esperti hanno analizzato campioni di miele provenienti da ogni paese del mondo: è emerso che tre campioni su 4 sono positivi per questi pesticidi, il 30% sono contaminati da un singolo neonicotinoide, il 45% da due o più, il 10% ne contiene 4-5 diversi.

Ma anche l'esposizione cronica degli impollinatori ai neonicotinoidi è dannosa, inducendo un adattamento alla sostanza, e anche comportamenti di ricerca del contaminante molto simili alla ricerca di sigarette indotte dalla nicotina nell'uomo.

I ricercatori sottolineano anche l'importanza di condurre ricerche sugli specifici effetti legati alla presenza di differenti neonicotenoidi, dato che ciascuno di essi agisce preferenzialmente su gruppi di neuroni diversi con effetti potenzialmente più gravi. I campioni sono stati presi in tutti i continenti (tranne l'Antartide), e in numerose isole.

Le concentrazioni più elevate - ha indicato l'Università di Neuchâtel - sono state riscontrate nei campioni di miele provenienti da Europea (79%), Asia (80%) e Nordamerica (86%). Andando ad analizzare la concentrazione degli insetticidi, i ricercatori hanno svelato che ben in un terzo dei casi - nel 34% del miele analizzato - si osservavano quantità di neonicotinoidi tali da indurre un danno o la morte delle api.

Secondo uno studio del Consorzio Nazionale Apicoltori, le api, una delle specie più a rischio di estinzione a causa della diffusione in natura degli antiparassitari e degli erbicidi utilizzati sui campi agricoli, sono le nostre migliori alleate per metterci al riparo proprio da queste stesse sostanze e dare al nostro organismo energia e sostanze vitali e salutari. In tre anni ha raccolto 198 campioni di miele, che ha testato per la presenza di neonicotinoidi.

Non bisogna dimenticare inoltre che le api rappresentano un componente essenziale per la riproduzione delle piante e dunque per la sopravvivenza degli ecosistemi: un elemento che secondo gli autori potrebbe spingere a ridurre l'uso di questi pesticidi, come si discute da tempo. L'uso diffuso di neonicotinoidi e' stato gia' identificato, infatti, come un fattore chiave responsabile della 'crisi' delle api.

Anche se le concentrazioni trovate in questa indagine non sembrano al momento pericolose per la salute umana, concludono gli autori, servono ulteriori studi in merito, in quanto i neonicotinoidi potrebbero avere anche effetti sull'uomo, sul suo sistema immunitario e sulla crescita.

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