Pandoro "addio", Melegatti chiude i due stabilimenti: 90 posti a rischio

Melegatti verso il crac il mitico Pandoro non sarà sulle nostre tavole a Natale

"Sono alla Melegatti da 40 anni, conosco uno per uno tutti i dipendenti e sono addolorato da questa situazione" ha spiegato Michele Turco per poi annunciare l'intenzione di "prendere in mano la Melegatti e farla uscire dalla crisi". Stamane i lavoratori Melegatti hanno manifestato davanti al municipio di San Giovanni Lupatoto e i dirigenti sindacali e i componenti della Rsu hanno incontrato il sindaco Attilio Gastaldello che si è attivato per un incontro con la proprietà. Riferendusi ai suoi "Panettun de Milan" ha ricordato: "Siamo un gruppo al 100% italiano, tra i pochi rimasti".

Nel settore sono operativi Oxy Capital in accoppiata con Attestor Capital, Europa Investimenti in accoppiata con Avenue Capital, il fondo Idea Corporate Credit Recovery gestito da Idea Capital Partners sgr e finanziato da Hig e il fondo Pillarstone Italy finanziato da Kkr. A lungo si è parlato del possibile ingresso di un nuovo partner - non è chiaro se nelle vesti di nuovo socio o di alleato industriale - ma la trattativa sembra non deve essere andata a buon fine.

Il personale dipendente non ha più la certezza di ricevere il proprio stipendio. Le bollette non venivano pagate e così il gas è stato staccato. L'obiettivo è quello di riequilibrare in brevissimo tempo, con l'iniezione di nuova finanza, la situazione finanziaria gravata da un debito importante, soprattutto dopo l'investimento di 15 milioni di euro per l'apertura lo scorso febbraio del nuovo stabilimento di San Martino Buon Albergo, che si sviluppa su un'area di 21mila metri quadrati e che è dedicato esclusivamente alla produzione di croissant: era prevista la produzione di 200 milioni pezzi all'anno, con una media di 35mila croissant all'ora, circa 840mila al giorno. I lavoratori denunciano di non aver ricevuto lo stipendio di agosto e al momento neanche quello di settembre.

Qui ci sono molti lavoratori monoreddito, che non vedono soldi da due mesi, che restano in fabbrica a non fare niente.

La famiglia Turco, socia di minoranza della Melegatti, è intenzionata ad assumere il controllo dell'azienda dolciaria per portarla fuori dalla crisi e rilanciare la produzione dello storico marchio, fondato a Verona nel 1894. La società è quindi destinata a trovare un accordo per la ristrutturazione del debito con le banche sulla base dell'art.

Correlati:

Commenti


Altre notizie