I sacchetti per frutta e verdura saranno a pagamento: i dettagli

Tassa a sorpresa dal 2018 10cent a sacchetto per pesare frutta e verdura

Sullo scontrino, oltre all'importo dei prodotti acquistati, ci sarà infatti anche il costo delle buste leggere, con e senza manici, quelle per intenderci usate per imbustare frutta e verdura sfusa ma anche per carne, pesce, gastronomia e prodotti di panetteria.

Dal 1 gennaio 2018 chi si troverà a fare acquisti in supermercati o in negozi avrà una brutta sopresa alla cassa. Il costo di ogni involucro, che dovrà essere biodegradabile e compostabile, non è ancora stato comunicati, ma secondo le prime indiscrezioni andrà dai 2 ai 10 centesimi, tanto quanto i sacchetti per la spesa che si trovano alle csse.

A stabilirlo il Decreto Mezzogiorno, che ha imposto un prezzo fisso che dovrebbe aggirarsi sui 10 centesimi a sacchetto. Dal primo gennaio quindi nei punti vendita potranno essere utilizzate solo le borse biodegradabili con un contenuto di materia prima rinnovabile non inferiore al 40%, dal 2020 questo tasso salirà al 50% e dal 2021 al 60%. L'esistenza del problema è stata in generale sollevata anche dall'Academy of Nutrition and Dietetics, con sede a Chicago: si tratta della maggiore organizzazione americana e mondiale di esperti di alimentazione e di nutrizione.

Ma i consumatori italiani cosa ne pensano?

Ovviamente la questione pagamento è diversa: il 71% degli intervistati riflette sui costi e circa un terzo (29%) è assolutamente contrario a pagare i sacchetti della spesa. Il rapporto è uno studio integrato composto da una ricerca qualitativa e una ricerca quantitativa, con 1.000 interviste Cawi (Computer-Assisted Web Interview) su un campione rappresentativo della popolazione italiana dai 18 ai 65 anni.

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