Ceta: Coldiretti, 294 Comuni veneti dicono no al trattato (2)

Il Prosciutto di Parma in Canada con il proprio nome

Per la prima volta nella storia, denuncia la Coldiretti regionale diffondendo il motto #stopCeta, "l'Unione europea legittima in un trattato internazionale la pirateria alimentare a danno dei prodotti made in Italy più prestigiosi, accordando esplicitamente il via libera alle imitazioni" ad esempio per "il prosciutto di Parma e il Parmigiano Reggiano, che si vedrà affiancato sui mercati dalla produzione canadese di Parmesan". "La vicenda, che vede impegnata Coldiretti in una mobilitazione costante condivisa da uno schieramento inedito con altre organizzazioni Cgil, Arci, Adusbef, Movimento Consumatori, Legambiente, Greenpeace, Slow Food International, Federconsumatori, Acli Terra e Fair Watch, evidenzia che è un favore alle lobby e anche un pericoloso precedente nei negoziati con altri Paesi anche emergenti che sono autorizzati così a chiedere le stesse concessioni".

Secondo Coldiretti regionale dei 44 prodotti a denominazione di origine dell'Emilia Romagna, solo 12 vengono riconosciuti dal Ceta, mentre gli altri 32 non avranno nessuna tutela. "Inoltre, con l'accordo peserebbe anche - continua Coldiretti - l'impatto di circa 50.000 tonnellate di carne di manzo e 75.000 tonnellate di carni suine a dazio zero".

"Auspico che gli Stati membri conducano una discussione approfondita nel contesto dei processi di ratifica dell'accordo in corso a livello nazionale", le parole del presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, secondo cui "l'approfondito controllo parlamentare cui l'accordo è stato sottoposto testimonia il crescente interesse dei cittadini nei confronti della politica commerciale".

Per questo insieme alle principali organizzazioni della società civile, dei produttori e dei consumatori, oltre alle organizzazioni sindacali chiediamo nuovamente ai membri del Senato italiano di sospendere la ratifica del CETA, riaprire un dibattito più ampio nel Paese, anche in attesa del pronunciamento della Corte europea di Giustizia, e di affidare eventualmente la decisione al prossimo Parlamento, ormai alle porte.

Questo accordo dà alle grandi aziende dell'agro-business nord americane nuovi strumenti per attaccare gli standard europei, per questo gli Stati Membri devono rigettare il CETA, a cominciare dal nostro Paese che altrimenti agirebbe a tutto svantaggio del nostro tanto invidiato made in Italy.

Il testo per essere pienamente in vigore dovrà essere ratificato dai singoli parlamenti nazionali. Discorso analogo per la pasta e la volontà dell'Italia di introdurre relativa etichettatura d'origine. "Con l'entrata in vigore del Ceta, iniziative come questa potrebbero essere passibili di condanne e pesanti sanzioni".

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