Movimento 5 Stelle, Luigi Di Maio accetta ufficialmente candidatura premier

Movimento 5 stelle- La conferenza stampa

"Non glielo consentiremo". A parlare è il vicepresidente M5s della Camera, Luigi Di Maio, annunciando la richiesta del M5s di farsi "calcolare la pensione come tutti gli italiani".

Ma è già polemica all'interno del Movimento, perché in tanti non hanno digerito il fatto che il testimone di "capo politico" passerà da Beppe Grillo al futuro vincitore delle primarie, sicuramente Di Maio. Da domenica prossima, a conclusione della votazione on line, sarà (salvo sorprese) Luigi Di Maio, un leader riconosciuto, certo, ma di parte: un politico contro il quale non sono mancate le polemiche, in pubblico e nel chiuso dei palazzi parlamentari e delle riunioni dei meetup locali. La candidatura di Di Maio era da tutti data per scontata, e per ora è anche l'unica presentata ufficialmente. È l'avversario naturale per le visioni divergenti del Movimento, per "la rabbia - confida chi gli è vicino - che in questi mesi ha trattenuto a stento" guardando l'evoluzione del mondo pentastellato. Motivo per cui è il momento di "completare l'opera andando a Palazzo Chigi per far risorgere l'Italia. Oggi ho accettato di candidarmi a premier per il Movimento 5 Stelle". Il Movimento 5 Stelle glissa sulla questione indagati: "Non c'è nessuna nuova regola riguardante chi ha procedimenti giudiziari in corso: in base al codice etico del Movimento 5 Stelle gli indagati per fatti e comportamenti gravi, ancor prima che ci sia una sentenza della magistratura vengono sospesi". Poi vinci'(Ghandi)". Infine un post scriptum: "Sono tornato in Sicilia - spiega Di Maio - per sostenere Giancarlo Cancelleri. E' quanto si legge in un passaggio del post del blog di Beppe Grillo che apre le candidature per le primarie.

"Gli indagati possono candidarsi basta che lo dichiarino!" Tra coloro che protestano c'è Riccardo Nuti, deputato grillino sospeso dopo il suo presunto coinvolgimento nello scandalo delle firme false a Palermo. Non solo. Anche il suo secondo mandato a Montecitorio sarebbe "in dubbio", confida chi gli ha parlato negli ultimi tempi. Ma nel suo caso si becca una sfilza di commenti critici. Cinque anni fa, illustrando i criteri di candidatura alle elezioni del 2013, il garante aveva istituito la figura del "capo politico". "Ma niente poltrone in cambio, così vedremo chi pensa davvero agli interessi del Paese".

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