Rottamazione cartelle: la seconda rata va versata entro il 2 ottobre

Fisco. la seconda rata per rottamzione delle cartelle entro il 2 ottobre. Le modalità e le norme

Il 3 luglio scorso Equitalia aveva chiuso definitivamente il proprio servizio lasciando la riscossione a un altro ente per l'appunto l'Agenzia delle entrate, attraverso l'Agenzia delle entrate Riscossione.

L'importo da versare è indicato nei bollettini con le rate inviate ai contribuenti e quindi va utilizzato quello che riporta la scadenza del 30 settembre. Su ogni bollettino sono indicati: l'importo, il numero della rata, la scadenza del pagamento e il codice Rav.

Una delle novità riguarda le modalità di pagamento previste: accanto ai metodi ordinari e già in vigore alla data di scadenza per la prima rata, a partire dalla seconda scadenza è consentito effettuare il pagamento in compensazione, utilizzando i crediti maturati nei confronti della PA. Innanzitutto le rate saranno pagabili tramite l'addebito diretto sul proprio conto corrente degli importi contenuti nei bollettini RAV. Per pagare ci sono vari canali attivi: la rata può. Uffici postali: è sufficiente presentare il bollettino Rav ricevuto dall'Agente della riscossione e l'operatore di sportello procederà con il pagamento. Terza opzione è andare da un tabaccaio convenzionato con Banca 5 SpA, oppure direttamente ai punti vendita Sisal e Lottomatica. Per il sito è sufficiente collegarsi alla sezione pagamenti e inserire il proprio codice fiscale, il codice RAV e l'importo.

L'appuntamento è stato ricordato ieri dall'Agenzia delle Entrate-Riscossione tramite una nota pubblicata sul sito istituzionale.

Infine è anche possibile recarsi presso gli sportelli dell'Agenzia delle entrate-Riscossione. Può pagare con le carte BancoPosta e anche in contanti per importi sotto i 3 mila euro, nel rispetto della normativa antiriciclaggio. Il contribuente può pagare con carte di credito o prepagate, carte bancomat (nelle casse abilitate) e con titoli di credito, quali assegni circolari, assegni postali vidimati, vaglia cambiari emessi dalla Banca d'Italia e assegni di conto corrente bancario e postale, nel limite di 20 mila euro, intestati all'ordine dell'Agenzia delle entrate-Riscossione.

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