Marco Minniti a "Cantiere Calabria":"Legalità e lavoro parole d'ordine"

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"Ma oggi la Calabria è l'Italia e l'Italia è la Calabria - ha detto Minniti - perchè da qui si guarda l'Italia e l'Italia in questi giorni ha guardato la Calabria, e Italia e Calabria non hanno bisogno di pessimismo, non hanno bisogno dell'approccio alla Bartali, che diceva che è tutto sbagliato e tutto da rifare".

"Noi calabresi siamo molto coesi quando siamo fuori della Calabria, molto meno quando siamo in Calabria". Perciò, dobbiamo fare uno sforzo e passare dall' identità della minoranza etnica alla volontà di rappresentare un pezzo grande dell'Italia. "La Calabria è l'Italia e l'Italia è la Calabria". Lo ha detto il ministro dell'Interno Marco Minniti intervenendo alla giornata conclusiva di Cantiere Calabria, evento organizzato dalla Regione, per rendere note le attività poste in essere dalla giunta regionale. Il punto cruciale è puntare sugli elementi positivi.

Nel corso dell'intervento, Minniti ha sottolineato che l'Italia non può pensare ad una politica mediterranea se non c'è il Mezzogiorno e la Calabria, che ha una collocazione "geopolitica straordinaria. Siamo un Paese che puo' migliorare e che oggi ha ritrovato un punto di riferimento anche nella dinamica internazionale".

Cosenza - "Le parole d'ordine sono lavoro e legalita'". "Devono essere la nostra ossessione". Cosi' il ministro dell'Interno Marco Minniti.

"Non dobbiamo avere paura", ha concluso il ministro "dell'innovazione". Si vince nel rapporto con la gente, si vince nella capacita' di prospettare un percorso comune. Dare una prospettiva alle nuove generazioni, perché se uno su due dei nostri figli non c'è la fa non possiamo parlare di società giusta. L'altra questione e' la legalita', che non e' il freno dello sviluppo, e' una precondizione dello sviluppo. La 'ndrangheta costituisce oggi il principale nemico allo sviluppo della Calabria. "Siamo al centro del Mediterraneo".

Inoltre aggiunge Minniti: "La Calabria e' una delle regioni piu' belle, in alcuni casi folgorante". Il nostro compito è conservarla e valorizzarla. "Un'Italia forte - ha proseguito - deve misurarsi con l'idea di presentarsi come un Paese unito. Nei prossimi quindici anni il punto cruciale sara' il rapporto tra l'Europa e L'Africa, e la Calabria e' nel mezzo, il ponte naturale". "Se l'Africa starà bene anche l'Europa starà bene, e la Calabria non può non considerare la propria posizione come una risorsa da sfruttare".

"Vengo interrogato su cosa oggi e' di sinistra, ecco penso che un progetto progressista sia quello che cancella l'emergenza e mette in campo una visione". Il Ministro dell'Interno, concludendo, ha ribadito che per realizzare certi obiettivi la politica "deve operare senza pensare al consenso". Ha sostenuto Marco Minniti. Solo cosi' vinceremo questa partita, conquistando cuore e cervello dei calabresi, che deve partire dal palazzo, ma non si vince nel palazzo, bensi' per strada.

"Questa è la sfida della politica alla politica, se questo progetto si realizzerà avremo il risultato straordinario di avere una classe dirigente forte e solida - dice ancora - la classe dirigente non è solo classe istituzionale e politica, molto più complessa: è la classe dirigente che interviene e progetta". Questa sfida deve vivere all'interno della comunita' calabrese, ma non con le chiacchiere, con i progetti. Siamo in un mondo dove c'e' un gigantesco logoramento delle parole. Compito della politica è non parlare soltanto a singoli pezzi della società, perché rischia alla fine di rimanere imbrigliata dentro le divisioni della società.

La conclusioni del governatore.

Riferendosi ai giovani, Minniti ha sottolineato la necessità che: "Dobbiamo cominciare a ragionare dentro il Cantiere Calabria sui giovani "cervelli" calabresi, per evitare che vadano via e per creare le condizioni affinché una parte di quelli che se ne sono andati possano tornare".

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