L'Ue si divide anche sulla web tax

L'Europa si spacca sulla web tax. 10 Paesi a favore, ma i veti ei dubbi complicano l'intesa

(Teleborsa) - Prende il via oggi a Tallinn la due giorni dell'Eurogruppo (capi di stato e governo) e dell'Ecofin (ministri delle finanze europei) con grandi tematiche su cui discutere: ci si attende in particolare un dibattito sulla Web Tax e sulla creazione di un Ministro delle Finanze europeo.

La proposta avanzata dai 4 paesi promotori - Italia, Francia, Germania e Spagna - prevede una tassazione fondata sui ricavi realizzati con il traffico digitale e solamente oltre un determinato tetto, lasciando indietro così un sistema basato sulla tassazione dei profitti. E' un tema "naturalmente complesso", ma su cui "speriamo di fare progressi", ha aggiunto. Il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, ha sottolineato che "c'è una generale condivisione della necessità di introdurre una tassazione delle attività dell'economia digitale", però "c'è una differenza di valutazione sull'opportunità di avere una misura transitoria ma immediata, o di aspettare invece che si lavori ad un accordo globale a livello Ocse". Padoan ha spiegato che l'Ecofin "ha rinnovato il mandato all'Ocse di continuare a lavorare su questo tema: ci deve essere compatibilità fra il livello Ue e quello di G20-Ocse".

Intanto, emerge qualche dubbio sulla fattibilità della proposta francese.

Tra i sostenitori della web tax c'è l'Italia. Si tratta di domande che al momento restano aperte, mentre mancano studi d'impatto specifici in materia.

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