Cede la casa ai migranti, aggredita dai compaesani

Parma, offre la casa a migranti: insultata ed aggredita dai cittadini

Una donna a Parma è stata bloccata, insultata, minacciata e presa a sputi per aver concesso in affitto la casa ad un gruppo di richiedenti asilo. Qui una dona di 59 anni, in accorto con la prefettura, aveva deciso di concedere una casa a un gruppo di richiedenti asilo, venti per la precisione, affidati a una coop sociale. A lei è andata la solidarietà del sindaco di Parma Federico Pizzarotti, che ha espresso vicinanza alla sindaca di Felino. La donna è stata affrontata da una cinquantina di persone, molti dei quali residenti del paese. Succede a Felino, a due passi da Parma. "Quanto è avvenuto è grave ed inaccettabile - commentano oggi in una nota i parlamentari del Pd parmensi Giorgio Pagliari, Giuseppe Romanini e Patrizia Maestri". "L'accaduto - si chiedono gli esponenti democratici - sollecita una domanda: i responsabili sono forse gli stessi che hanno preso posizione contro l'arrivo dei migranti forieri, a loro dire, di insicurezza per la comunità? Farsi dominare dalla paura, seguire chi grida alla pancia e non segue la ragione, pensare che la violenza verbale o fisica sia una soluzione sono il metodo per cadere ancora più in basso".

L'aggressione non basta, invece, per far mollare la presa alla Lega Nord che annuncia una manifestazione contro i 20 profughi per sabato mattina: "Saremo in piazza a Felino con tutto il centrodestra per denunciare e protestare contro la situazione che si sta generando a causa delle assurde politiche messe in atto da questo governo e dai prefetti".

Non si tratta dell'unico episodio di questa natura, perché poche settimane fa in provincia di Piacenza in una cascina dove avrebbero dovuto alloggiare stranieri, si è vista sbarrato l'ingresso da una montagna di balle di fieno ed ancora nei mesi scorsi in Veneto le strutture le quali erano state individuate per dare ospitalità ai rifugiati, hanno subito dei danneggiamenti ed infine a Roma, proprio la scorsa settimana un centro di accoglienza ha subito una spedizione punitiva da parte di un gruppo di residenti del quartiere per una lite tra un ospite del centro ed alcuni ragazzi che poi è stata dichiarata inesistente e totalmente inventata.

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