Bimba respinta all'asilo Allertati i carabinieri

Padova, i no-vax giocano la carta del rinvio

Da Milano a Roma, passando per Udine, nelle scuole dell'infanzia sta succedendo quello che in molti avevano temuto dopo la traduzione in legge del decreto del ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, sui vaccini obbligatori. I loro figli non potranno frequentare nidi e materne ai quali pure sono e potranno restare iscritti, pagando le rette e occupando posti in graduatoria, finché mamma o papà non avranno prodotto almeno un'autocertificazione, o il certificato medico per giustificare d'aver saltato qualche vaccino. Più che da militanti no vax, la maggior parte dei mille potrebbe tuttavia esser composta da genitori terrorizzati dalla loro propaganda.

"Lo utilizzeremo ora - ha continuato - per convincere, attraverso il dialogo con i nostri esperti, questi e altri genitori che possiedono dubbi e resistenze, a vaccinare i propri figli e farli tornare presto a scuola". A raccontarlo Donatella Gentilini, preside dell'istituto comprensivo di via Aretusa, nella zona di La Rustica. "La definirei sciatteria intellettuale nel senso che non si è data la dovuta importanza alla scadenza fissata per ieri".

In Friuli Venezia Giulia una mamma che non voleva firmare l'autocertificazione, ha chiamato i carabinieri dopo che la bimba, non in regola ancora con le vaccinazioni, era stata respinta dall'asilo. Lo ha detto l'assessore al Welfare di Regione Lombardia, Giulio Gallera, in relazione all'allontanamento di alcuni bambini dalle scuola, a Milano e Sesto San Giovanni, a causa della mancata documentazione richiesta per l'iscrizione a scuola, comprovante lo stato vaccinale, per chi in regola, o la richiesta di prenotazione della profilassi, per gli inadempienti.

"La legge sui vaccini prevede diverse opzioni ovvero la presentazione di un autodichiarazione in cui si indica quali vaccinazioni sono state effettuate, esonero, omissione o copia della richiesta di appuntamento presso l'Asl per la vaccinazione". Documento assolutamente non conforme ai fini della legge che pertanto rifiuto di firmare. Pertanto, io che non ho vaccinato allego copia di raccomandata all'Asl. Il motivo è che consegnare quell'autocertificazione al personale scolastico costituirebbe, secondo le associazioni anti-vax, una violazione della privacy del bambino (il Garante però non è dello stesso avviso). L'avvocato ingaggiato dalla madre ha presentato la cartolina di invio della raccomandata con cui la signora ha chiesto un appuntamento all'azienda sanitaria per la vaccinazione.

A nulla sono valsi i tentativi del personale della scuola nel trovare una soluzione che permettesse la firma della dichiarazione, compresa la cancellazione delle righe non condivise. "Di sicuro l'asilo si è comportato in modo corretto, non poteva fare altrimenti perché ha delle responsabilità - ha aggiunto il sindaco Galizio - la bambina non è stata trattata male né allontanata, lunedì è rimasta in asilo fino alle 13 in attesa che si delineasse la situazione". La bimba è stata ammessa con riserva solo per un giorno.

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