Tribunale di Milano: "Fabrizio Corona non può essere considerato un delinquente professionale"

Corona, giudici: no delinquente professionale, non vive di reati

La speranza dell'ex fotografo era di tornare a casa o almeno di andare ai servizi in comunità, ma invece resterà in carcere. Lo ha annunciato il suo difensore, l'avvocato Ivano Chiesa, ai microfoni della trasmissione Mediaset Mattino Cinque. Insieme sono stati Bonnie & Clyde, come ha ricordato lo stesso Corona in udienza, complici e una "macchina da soldi". "Siamo tutti senza parole e sotto shock", ha dichiarato l'avvocato Chiesa durante il programma mattutino di Canale 5. Lo rimarcano i giudici Guido Salvini, Andrea Ghinetti e Chiara Nobi, nelle motivazioni della sentenza pronunciata lo scorso 12 giugno. La decisione resta difficile da accettare per Fabrizio Corona e il suo legale: "Ha fatto di tutto: è stato buono, è stato zitto, abbiamo fatto il processo subendo di tutto, abbiamo fatto l'istanza, si è fatto il mese d'agosto in carcere con 50 gradi e ha non ha mai detto niente. ora dicono no alla scarcerazione".

Fabrizio Corona: le motivazioni della condanna.

Nel testo che spiega le motivazioni per la condanna per sottrazione fraudolenta delle imposte si legge "Il collegio non ritiene di dover dichiarare Fabrizio Corona delinquente professionale ai sensi dell'articolo 105 del codice penale". "Non emergono da alcun atto dell'istruttoria dibattimentale, un'istruttoria che è stata molto ampia - hanno scritto i giudici - segnali di contatto tra Fabrizio Corona e ambienti della criminalità organizzata". I magistrati sottolineano come l'aver nascosto circa 2 milioni e mezzo di euro in conti in Austria e nel soffitto della abituazione di una sua collaboratrice rappresenti un reato di natura prettamente fiscale. Mi ha detto che vuole iniziare a fare lo sciopero della fame perché questo non se l'aspettava proprio.

Correlati:

Commenti


Altre notizie