Cafestolo: la protezione contro il diabete contenuta nel caffè

Come il caffé previene il diabete l'effetto protettivo del'cafestolo

Al maxi studio clinico hanno preso parte 1.402 soggetti con diabete di tipo 1, reclutati da 133 centri di ricerca dislocati in 19 Paesi del mondo. L'unico ateneo italiano ad essere stato coinvolto nella sperimentazione di fase 3 è l'Università Campus Bio-Medico di Roma (Ucbm). Un recente studio, pubblicato sul Journal of Natural Products e condotto dai ricercatori del policlinico universitario di Aarhus (Danimarca), ha scoperto che un'arma per prevenire questa malattia sarebbe nascosta nel caffè. Il farmaco che si candida a divenire un nuovo e promettente alleato anti-DIABETE è il Sotagliflozin. Basta una sola pasticca per tenere a bada i livelli di glucosio nel sangue, riducendo così il fabbisogno di insulina nei pazienti affetti dal tipo 1, quelli cioè costretti a vita a iniezioni quotidiane dell'ormone per via della prematura morte delle beta-cellule nel pancreas. Questo si traduce in un miglioramento della qualità di vita di pazienti cronici che soffrono spesso di sbalzi nei livelli glicemici.

La sperimentazione ha accertato che Sotagliflozin, che fa parte della classe degli inibitori del riassorbimento del glucosio a livello renale, è in grado di ridurre l'assorbimento di glucosio non solo a livello renale, ma anche a livello intestinale. Infine gli esperti hanno visto che i topini che hanno assunto cafestolo hanno quasi raddoppiato (+75-84%) la loro produzione di insulina. "Questo - aggiunge Pozzilli - può significare un minor rischio di complicanze a lungo termine".

Inoltre, Sotagliflozin è risultato anche efficace nel ridurre le ipoglicemie, favorire la perdita di peso e controllare la pressione arteriosa nei soggetti in cui era elevata. I ricercatori spiegano il meccanismo di azione del farmaco: dopo un primo filtraggio renale, il glucosio viene riassorbito nel sangue e quindi torna in circolo, fino a quando il livello glicemico non supera quota 180.

Sotagliflozin è un nuovo antiabetico che agisce mediante una doppia inibizione di SGLT-1 e SGLT-2.

La disattivazione di queste proteine consente l'eliminazione definitiva del glucosio dall'organismo.

Dati del ministero alla mano, gli italiani con diabete di tipo 1 sono circa 300mila. Nel mondo ne sono colpiti 29 milioni di persone. I trials clinici sui 'parenti' del Sotagliflozin avevano dimostrato recentemente la capacità di ridurre di un terzo la mortalità nei pazienti con DIABETE di tipo 2 per tutte le cause.

Correlati:

Commenti


Altre notizie