Se gli iscritti vorrannosarò candidato premier

Luigi Di Maio

Il vicepresidente della Camera, riguardo un suo possibile ruolo da candidato premier, ha spiegato che "ovviamente nelle prossime settimane faremo le votazioni, poi tra il 22 e il 24 settembre proclameremo il nome. Se siamo riusciti a fare questo nonostante l'assenza di Infrastrutture, possiamo anche governare questa Regione e rilanciarla", ha aggiunto il vice presidente della Camera Luigi Di Maio, parlando del nuovo mini tour dei Cinquestelle nel Messinese, che apre la seconda fase della campagna elettorale per le regionali in Sicilia. "Ne parliamo dal 25 settembre. Rimane il fatto che le forze produttive, il mondo dell'impresa e del lavoro, a Torino ma non solo, sono chiamati a qualche riflessione supplementare e meno superficiale sulla natura del M5s, sulla sua reale capacità di interpretare le grandi questioni dello sviluppo e della crescita (questa, sì, felice)". I prossimi sei, sette mesi saranno uno spartiacque per l'Italia: "con le politiche tra febbraio e aprile si deciderà se l'Italia sarà ancora governata da chi l'ha ridotta in questo modo".

Noi chiediamo ai siciliani di far fare al M5S quello che ha già fatto per i propri parlamentari: "ci siamo tagliati gli stipendi, ci siamo tagliati i vitalizi, adesso dateci la possibilità e opportunità di tagliare gli stipendi agli altri e di tagliare i vitalizi agli altri". "Quindi di affine con Salvini non ho niente". "Ma investendo sulla smart nation e l'innovazione tecnologica". Votato lo scorso 27 aprile sulla piattaforma Rousseau, nel Programma Trasporti non si fa alcun riferimento diretto all'alta velocità Torino-Lione, ma si parla di "revisione dei progetti in corso riaggiornando le analisi costi-benefici ed i piani economico finanziari", tra cui può a buon titolo essere incluso il progetto dell'alta velocità. Oggi la mia posizione è: "invece di ricorrere al referendum, per il quale ci vuole una apposita legge che richiede molto tempo, mettiamo sul tavolo queste critiche comuni e diffuse per farle diventare realtà". Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori. "Poi sono stati aperti ai cinesi, alla Tunisia, al Marocco, al Canada. e così è iniziato il massacro dei nostri prodotti".

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