Disoccupazione in calo E per le donne è record

Emilia Romagna scende ancora disoccupazione. Ora è al 6,4

Per il mercato del lavoro in Italia arrivano segnali contrastanti dall'ultimo rapporto Istat sul secondo trimestre del 2017.

Nel periodo preso in esame dall'istituto di statistica, l'economia italiana ha registrato una crescita del Pil pari allo 0,4% in termini congiunturali e all'1,5% su base annua. "Del resto - prosegue la Nota - basterebbe prendersi la briga di leggere le tabelle dell'Istat fino in fondo per scoprire l'ultima (e benemerita) tabella Variazioni Tendenziali al Netto della Componente Demografica, dalla quale si desume che nella fascia 15-34 gli occupati sono aumentati di 1,7% e i disoccupati diminuiti del 3,2%, in quella 35-49, apparentemente penalizzata dai dati grezzi, gli occupati aumentano del 0,9% (anziché diminuire, come nell'"effetto ottico", dell'1,2%) e i disoccupati calano del 2,3%, mentre nella fascia 50-64, quella "privilegiata", l'occupazione aumenta del 1,8% contro il 3,7% e, guarda un po', la disoccupazione aumenta del 15,4%". Continuano invece a calare gli indipendenti (-71mila, -1,3%).

Il tasso di disoccupazione del trimestre cala di 0,6 punti portandosi al 10,9%. L'Istat, intanto, rende noto che la disoccupazione nel secondo trimestre del 2017 scende al 10.9%, in calo di 0.6 rispetto allo stesso periodo del 2016 e di 0.4 punti rispetto al trimestre precedente.

Donne. La crescita dell'occupazione riguarda entrambi i generi e tutte le ripartizioni ed e' piu' intensa per le donne e nel Nord. Mentre se il dato viene confrontato con il secondo trimestre dello scorso anno, l'Istat stima una crescita di 153 mila occupati (+0,7%) che riguarda soltanto i dipendenti (+356 mila, +2,1%), oltre tre quarti dei quali a termine (+278 mila, +11,2%). L'Istat osserva che "la diminuzione, che coinvolge entrambe le componenti di genere, riguarda quasi esclusivamente il Centro-nord e soprattutto gli individui con meno di 50 anni; il calo e' inoltre concentrato tra gli ex-occupati, ossia tra chi aveva un'occupazione". Nel complesso continuano a diminure le transizioni da dipendente a termine a dipendente a tempo indeterminato (dal 24,3% al 16,5%). La diminuzione degli inattivi riguarda soprattutto le donne, in particolare del Mezzogiorno.

Dal lato delle imprese, si confermano i segnali di crescita congiunturale della domanda di lavoro, con un aumento delle posizioni lavorative dipendenti pari all'1,1% sul trimestre precedente, sintesi della crescita sia dell'industria sia dei servizi. Il tasso di occupazione sale, così, al 57,8%; l'incremento è più accentuato per i 50-64enni (+0,4 punti) in confronto ai 35-49enni e ai 15-34enni (+0,2 e +0,1 punti). Il tasso dei posti vacanti aumenta di 0,1 punti percentuali sul trimestre precedente. La crescita congiunturale si attesta intorno al +0,3%, frutto di 78mila occupati in più.

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