Vaccini, le indicazioni per le scuole

ANSA
					La Viale sottolinea che la lettera inviata dall’Asl2 alle famiglie vale come il certificazione vaccinale

A questi bambini, in attesa che la Asl porti a termine i necessari controlli (prima con i pediatri, poi nel caso direttamente con le famiglie) la scuola dovrà richiedere un'autocertificazione in merito al fatto di essere in realtà in regola con la copertura vaccinale. In primo luogo è stato creato un manifesto che verrà diffuso nei comuni da lunedì, su questo si potranno trovare: "un numero verde (800 539 762) e un apposito indirizzo di posta elettronica (infovaccini@aslroma4.it), a cui rispondono medici e specialisti, creati appositamente per chiarire dubbi e ricevere informazioni sul percorso vaccinale". Anche questo non è vero, perché in molti Paesi i 10 vaccini vengono somministrati sovente con le stesse tempistiche e modalità.

Per i bimbi fino a 36 mesi di età, le vaccinazioni sono requisito per essere accolti in asilo nido: ci si può entrare soltanto se mamma e papà dimostrano che le punturine sono state fatte al piccolo.

In sede di conferma, il decreto ha ridotto le vaccinazioni obbligatorie dalle 12 inizialmente previste a 10 in totale: si tratta dei vaccini contro poliomielite, tetano, difterite, epatite B, Haemophilus influenzae B, pertosse, morbillo, parotite, rosolia e varicella. Si capisce perciò la mia incredulità nel vedere l'autentica crociata in corso contro l'obbligo (sacrosanto) di rendere obbligatorio il vaccino per i bambini che debbono andare a scuola. Se i genitori non vanno all'incontro o se vanno ma poi non fanno vaccinare i figli, l'Asl contesta formalmente l'inadempimento facendo scattare la multa da 100 a 500 euro.

Se per il bambino si richiede l'esonero il genitore dovrà fornire idonea documentazione che lo comprova.

A chiarire tutti i punti della legge e la procedura da seguire, infine il Dottor Sgriscia, Responsabile del Servizio Vaccinazioni, che ha voluto rassicurare circa gli allarmismi mediatici intorno alla nuova normativa: "La legge rende semplicemente obbligatori due vaccini che la stragrande maggioranza degli italiani già fa". È accaduto anche nella Asl di Lecce, nei primi mesi dell'anno, quando il ripetersi di più casi di meningite su scala nazionale ha spinto genitori e giovani a chiedere la vaccinazione anti-meningococcica B e l'anti-meningococcica C. Un fenomeno che in particolare ha interessato gli studenti universitari che frequentano fìgli atenei al Centro-Nord.

Come dicevamo la via lucchese alle questione vaccinali è soft: Ufficio scolastico provinciale, Asl e scuole - forti dell'accordo stipulato a livello regionale - hanno delegato all'Asl il compito di fare tutti i controlli. Per i nati nel 2017: tutte quelle precedenti più l'antivaricella.

Oggi, discutiamo di "vaccini sì" o "vaccini no", prendendo posizione come fossimo a una partita di calcio. Con l'avvicinassi dell'inizio del nuovo anno scolastico è stata enorme l'affluenza dei cittadini che si sono recati presso gli uffici incaricati non solo per richiedere i certificati ma anche per vaccinare quei bambini che non erano in regola con i vaccini o per i quali la vaccinazione era prevista effettivamente proprio in questo periodo. Le persone quindi sono ancor più disorientate, non sanno di chi fidarsi.

Correlati:

Commenti