Coldiretti, buoni pasto per la spesa negli agriturismi

Le nuove regole sui buoni-pasto

Fino ad oggi i buoni pasto, di norma, si possono spendere uno per volta, da domani anche 8 contemporaneamente e anche al di fuori dei giorni lavorativi.

Buoni pasto: le nuove regole entreranno in vigore a partire dal 9 settembre 2017 e introdurranno importanti novità per i lavoratori, ai sensi di quanto previsto dal decreto MISE approdato in Gazzetta Ufficiale del 10 agosto 2017.

I buoni pasto potranno essere utilizzati esclusivamente dai lavoratori subordinati, sia se assunti a tempo pieno che a part-time, e collaboratori, anche in assenza di pausa pranzo nel proprio contratto di lavoro.

Nonostante Camera e Senato avessero proposto un innalzamento del valore monetario del buono pasto a 21 euro per evitare la cumulabilità dei ticket e imbrogli, il parere contrario delle associazioni di categoria e dalle imprese di largo consumo hanno spinto il Parlamento a votare le nuove regole per i buoni pasto senza aumentarne il loro valore e mantenendo la possibilità di accumularli. "Poterli 'spendere' per la spesa agricola o per i pasti agrituristici negli esercizi che aderiranno, può essere cosa gradita ai produttori ed ai consumatori".

Rimane il divieto di cedere i propri buoni pasto a terzi, il divieto di cessione del buono a persone diverse dal titolare, il vincolo che dovranno essere usati per tutto il loro valore facciale senza possibilità di ricevere il resto o di convertire il relativo valore in denaro.

Vengono allargati i settori in cui poter utilizzare i buoni pasto con il nuovo decreto: si aggiungono a bar e ristoranti, gli agriturismi, gli ittiturismi, gli spacci aziendali (dove acquistare solo cibo). Ecco perché la nuova legge abolisce questo obbligo: se ne possono utilizzare contemporaneamente fino a otto, limitatamente ai soli generi alimentari. Tuttavia non era raro vedere consegnare alle casse dei supermercati blocchetti di buoni per pagare la spesa, visto che i controlli sono pochi.

Secondo i dati forniti dal ministero, i buoni pasto sono usati da almeno 80mila aziende come "servizio sostitutivo di mensa" per almeno 2,5 milioni di lavoratori, la maggior parte dei quali impiegati nel settore privato. Non possono essere convertiti in denaro contante.

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