Malaria, l'infettivologo: "Difficile zanzara in valigia. Siringa infetta ipotesi più plausibile"

La piccola Sofia in una

A dirlo è Nunzia Di Palma, direttrice dell'unità operativa di pediatria dell'ospedale di Trento. Lo stesso che aveva colpito due bambini tornati dal Burkina Faso, i quali erano ricoverati nello stesso reparto durante i giorni in cui si trovava anche la bambina poi morta a Brescia.

Uno scenario nuovo dovuto anche anche ai cambiamenti climatici e ai sempre più massicci spostamenti in tutto il mondo che aumenterebbero la probabilità di diffusione della malaria ovunque.

"Le malattie da vettori sono un problema di cui occuparci in modo sempre più attento: sapere che una specie di zanzara trasmette una certa infezione, soprattutto se nuova, non esclude che ci siano altri vettori competenti", ha osservato Capua.

Tutti i diritti di utilizzazione economica previsti dalla legge n. 633/1941 sui testi da Lei concepiti ed elaborati ed a noi inviati per la pubblicazione, vengono da Lei ceduti in via esclusiva e definitiva alla nostra società, che avrà pertanto ogni più ampio diritto di utilizzare detti testi, ivi compreso - a titolo esemplificativo - il diritto di riprodurre, pubblicare, diffondere a mezzo stampa e/o con ogni altro tipo di supporto o mezzo e comunque in ogni forma o modo, anche se attualmente non esistenti, sui propri mezzi, nonché di cedere a terzi tali diritti, senza corrispettivo in Suo favore. La dott.ssa Di Palma spiega che la famiglia era giunta in ospedale con le due bambine che presentavano una febbre alta. A Trento erano, infatti, ricoverati per un'infezione malarica due bambini che provenivano dal Burkina Faso. Entrambi, come i bimbi più piccoli, che erano due femmine di 4 e 11 anni, sono guariti e sono ormai stati dimessi.

Nel nostro Paese era stata eradicata, l'ultimo caso autoctono risale a circa 30 anni fa. Difficile, però, che le cose siano andate così perché questi pazienti non sono arrivati direttamente in ospedale dall'Africa con le loro valigie. Ad annunciare l'esito della verifica è stato Paolo Bordon, direttore generale dell'Azienda per i servizi sanitari della Provincia autonoma. Per quanto riguarda la giornata di ieri.

Durante il mese di agosto la bambina è stata ricoverata negli ospedali di Portogruaro (13 agosto) e di Trento (16-21 agosto e poi 31 agosto), prima per un episodio di diabete infantile e, il 31 agosto, per quella che si pensava essere una faringite. Non abbiamo a oggi nessuna evidenza di contatto. "Siringa infetta ipotesi più plausibile". "Possiamo anche dire - ha aggiunto - che la popolazione zanzare che infetta una determinata area è in evoluzione, sia come varianti e sottospecie introdotte sia come capacità di trasmettere malattie".

Correlati:

Commenti


Altre notizie