Obama informò Renzi: sono stati gli apparati egiziani

I genitori di Giulio Regeni: “Indignati per il ritorno dell'ambasciatore al Cairo”

Lo ha scritto, in una inchiesta lunga e dettagliata, il corrispondente dal Cairo del New York Times Declan Walsh.

Il NyTimes ha avuto conferma di questo da tre fonti dall'amministrazione Obama: Washington aveva ottenuto "prove incontrovertibili sulla responsabilità egiziana", "non c'era alcun dubbio". Ma, per evitare di scoprire le proprie fonti, le autorità statunitensi non condivisero interamente le informazioni con Roma e non rivelarono quale agenzia di sicurezza credevano ci fosse dietro l'omicidio di Regeni. "Prove raccolte dall'amministrazione Obama e girate al governo Renzi nelle settimane successive al ritrovamento del corpo". Nonostante questo, però, il governo italiano non si è mosso contro l'Egitto ed anzi si appresta a far tornare a Il Cairo il proprio ambasciatore, visto che il 13 agosto la procura egiziana ha trasmesso a quella di Roma gli interrogatori dei poliziotti che hanno avuto un ruolo negli accertamenti sulla morte di Giulio Regeni. "Ciò che gli americani sapevano per certo, e che dissero agli italiani, era che la leadership egiziana era totalmente consapevole delle circostanze attorno alla morte di Regeni".

L'inchiesta affronta anche un'altra questione spinosa: le tensioni tra gli apparati dello Stato italiano per la collaborazione tra l'Eni e i servizi di intelligence sul caso del ricercatore ucciso. Il Times parla apertamente di "fratture" all'interno dello Stato italiano.

Il giornalista sottolinea inoltre che l'Italia aveva "altre priorità" rispetto all'omicidio Regeni, spiegando: "I servizi di intelligence italiani avevano bisogno dell'aiuto dell'Egitto nel contrastare lo Stato Islamico, gestire il conflitto in Libia e monitorare il flusso di migranti nel Mediterraneo". "Il ministero degli Esteri e i servizi hanno iniziato a guardarsi con sospetto, a volte tenendo per sé delle informazioni". Rimane il problema di capire chi effettivamente abbia ucciso Regeni e quanto il governo e il presidente egiziano sapessero dell'intera operazione. Di più: "Non abbiamo dubbi di sorta sul fatto che questo fosse conosciuto anche dai massimi livelli". Prove che dimostravano che i vertici del Cairo erano a conoscenza delle circostanze relative alla morte del ricercatore, e che l'amministrazione americana avrebbe comunicato al Governo italiano.

Ecco il messaggio della famiglia: "La famiglia Regeni esprime la sua indignazione per le modalità, la tempistica ed il contenuto della decisione del Governo italiano di rimandare l'ambasciatore al Cairo". Fin dall'inizio, è stata scelta la ragion di Stato.

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