Roma, assalto omofobo a una scuola di danza

Froci via di qui Simone Panella racconta perché la Vanity Dance Studio di Roma è stata costretta a chiudere

A darne annuncio, attraverso un post su Facebook, sono i due membri della Vanity Crew che un anno fa hanno aperto la palestra di Centocelle, Simone Panella e Andrea Pacifici, che motivano la loro decisione, spiegando che l'attacco omofobo è solo l'apice di una serie di atti intimidatori contro di loro: "Dal primo giorno che abbiamo aperto purtroppo abbiamo avuto problemi con alcune persone, minacce, discussioni, inseguimenti, atti intimidatori e allagamenti: tutto documentabile!".

Anche Simone, socio e compagno di Andrea, ha voluto dire la sua: "È impossibile per noi lavorare con uno stato d'animo del genere!". Su Pride Online si legge che la scuola "è un vero centro di riferimento per molti ragazzi e ragazze amanti della danza e dell'attività sportiva". Abbiamo paura e la cosa terribile è che non sappiamo con chi prendercela. "Queste sono le immagini di quello che abbiamo trovato nella nostra scuola giorni fa!" Non abbiamo ancora avuto il coraggio di denunciare l'accaduto, oggi troviamo il coraggio di parlare.

"Siamo chiusi in questo dolore e ci fa paura anche spiegare come ci sentiamo". È il commento del vicesindaco di Roma Luca Bergamo - che sostituisce la sindaca Virginia Raggi in vacanza - sull'episodio denunciato dal Gay Center. E' la rinuncia di una città ormai in preda al degrado culturale e morale, che è stretta in una morsa di ignoranza e grave discriminazione. Chiediamo di intervenire, non possiamo più tollerare il silenzio della Sindaca Raggi e della Giunta Capitolina. "Oggi siamo con questa scuola e continueremo ad esserlo laddove siano a repentaglio spazi artistici che producono cultura ed emozioni".

Sulla questione è intervenuta anche Imma Battaglia, che è stata consigliera comunale e che da anni si batte per i diritti della comunità Lgbtqi. Dobbiamo continuare a lottare e non fermarsi, come abbiamo sempre fatto. Ed è proprio per questo che abbiamo istituito un premio speciale per chi combatte l'omofobia nel mondo della danza con una borsa di studio a chi trasmette un messaggio contro le discriminazioni danzando. La nostra solidarietà è totale verso la Vanity dance, che ha deciso di denunciare l'accaduto. Adesso serve sostegno alla scuola e faremo il possibile per essere vicini agli organizzatori. "Ci sono mura da ripulire e una scuola che ha bisogno di essere sostenuta, non solo attraverso la pulizia della scritte omofobe - afferma il presidente di Arcigay Roma, Francesco Angeli -". Poi l'appello alle istituzioni perché siano vigili: "Roma non può continuare a subire attacchi omofobi del genere".

Solidarietà ai proprietari e agli allievi della scuola arriva dal Gay Center di Roma che attraverso il portavoce Fabrizio Marrazzo dichiara: "L'episodio intimidatorio in una scuola di danza romana è un gravissimo atto di omofobia che si scaglia contro un luogo che produce cultura e arte attraverso la danza".

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