Buoni pasto, cambiano le regole Cumulabili, si useranno anche al mercato

Buoni pasto, “fino a otto in una volta si possono utilizzare per pagare la spesa. Anche nei farmer's market”

Dal 9 settembre sarà possibile utilizzare i buoni pasto "nell'ambito delle attività di agriturismo, di ittiturismo", nelle "attività di mensa aziendale ed interaziendale"; nella "vendita al dettaglio, sia in sede fissa che su area pubblica, dei prodotti appartenenti al settore merceologico alimentare" (quindi i mercati e mercatini, ndr); nella "vendita al dettaglio nei locali di produzione e nei locali attigui dei prodotti alimentari"; nella "vendita al dettaglio e la vendita per il consumo sul posto dei prodotti provenienti dai propri fondi". A partire dal 10 settembre 2017 potranno essere cumulati, per un massimo di 8, e spesi anche in agriturismi, mercatini e spacci industriali. Con il nuovo decreto, datato 7 giugno e pubblicato ieri in Gazzetta Ufficiale, le norme cambiano di nuovo. Oltre al nuovo cumulo fino a otto, "sono utilizzati esclusivamente dai prestatori di lavoro subordinato, a tempo pieno o parziale, anche qualora l'orario di lavoro non prevede una pausa per il pasto, nonché dai soggetti che hanno instaurato con il cliente un rapporto di collaborazione anche non subordinato". Per i buoni elettronici valgono le stesse regole. La conferma che non sono cedibili e non convertibili in denaro: devono essere "utilizzabili solo dal titolare". Formalmente, i buoni pasto non sono cumulabili, anche se in realtà prassi vuole che vengano accettati da sempre per i pagamenti superiori alla cifra nominale stampigliata sul ticket. "Inoltre, sono utilizzabili esclusivamente per l'intero valore".

Buoni pasto cumulabili, solo fino a otto, e utilizzabili anche negli agriturismi, ma sempre e solo per mangiare.

Il decreto MISE stabilisce che il valore di ogni singolo buono è da intendersi comprensivo di IVA al 10% per la somministrazione al pubblico di prodotti alimentari e bevande.

Per poter utilizzare il buono pasto questo dovrà, infatti, essere datato e sottoscritto dal titolare: sarà presente uno spazio riservato all'indicazione della firma del lavoratore titolare e per indicare la data di utilizzo. In caso di variazioni dell'imposta, il contenuto economico dei contratti stipulati resta invariato, ma le parti avranno facoltà di rinegoziazione.

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