Corea Nord:ladri giustiziati in pubblico

Seul propone al Nord colloqui militari

Le pubbliche esecuzioni extragiudiziali sono inevitabilmente condizionate dalle campagne di governo per scoraggiare determinati comportamenti ritenuti illegali e subiscono anche l'influenza delle origini della vittima, l'ambiente familiare e lo status. L'ente sudcoreano è formato da attivisti dei diritti umani e ricercatori ed è finanziato dall'ente no profit statunitense National Endowment for Democracy. "Se gli Usa ritengono di poter ridurre le perdite stanziando le sue forze di aggressione nella zona a sud del fiume Han per poter quindi scappare, hanno fatto un sogno sciocco (...) I provocatori e gli aggressori non possono mai sfuggire ai nostri attacchi; non importa dove si trovano, gli americani presenti nella Corea del Sud saranno l'obiettivo primario degli scioperi dell'esercito coreano quando apre il fuoco".

Basandosi sulle interviste a 375 abitanti nordcoreani scappati dal paese, e sulle ricostruzioni di alcuni testimoni, l'organizzazione non governativa The Transitional Justice Working Group, con sede a Seul, ha delineato uno scenario drammatico. Nei campi vengono messe in atto tortura sistematica, esecuzioni e i prigionieri vengono fatti morire di fame.

In genere le esecuzioni sono portate a termine sparando ai condannati. Le esecuzioni vengono eseguite dai soldati di Kim tramite il pestaggio a morte poichè, come è stato dichiarato in una testimonianza, secondo gli ufficiali: "Per alcuni crimini non vale la pena sprecare proiettili". Il portavoce del Ministero degli Esteri cinese, Lu Kang, ha affermato alla conferenza stampa che "la Cina spera che la Corea del Nord e la Corea del Sud si impegnano insieme verso l'orientamento dello sviluppo favorevole alla creazione delle condizioni per rompere l'impasse e per riattivare il dialogo e le consultazioni", si legge sul China Radio International.

Anche funzionari governativi sono stati giustiziati con l'accusa di corruzione e spionaggio, e burocrati provenienti da altre regioni sarebbero stati a guardare "come tattica di deterrenza", dice il rapporto.

A giugno 2017 il Consiglio di Sicurezza Onu ha incrementato le sanzioni contro Pyongyang.

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