Caso Yara, l'ultima autodifesa di Bossetti prima della sentenza d'appello

Yara, oggi il verdetto in Corte d'assise d'appello Massimo Bossetti rischia l'ergastolo per omicidio

"Poteva essere mia figlia, la figlia di tutti noi - ha dichiarato Bossetti -, neanche un animale avrebbe usato tanta crudeltà".

Bossetti, all'inizio delle sue dichiarazioni spontanee nel processo d'Appello a Brescia, ha voluto rivolgere un "sincero pensiero" a Yara per il cui omicidio è stato condannato all'ergastolo. La 13enne di Brembate era scomparsa il 26 novembre del 2010 e trovata morta in un campo di Chignolo d'Isola nel febbraio del 2011.

"Da tre anni invoco la mia innocenza, da tre anni chiedo anche tramite i miei avvocati l'unica cosa che può consentire di difendermi, la perizia in contraddittorio sul Dna". Il suo intervento è stato interrotto due volte dal presidente della Corte d'Assise d'Appello di Brescia, Enrico Fischetti, che lo ha invitato a non dilungarsi e ad attenersi ai fatti del processo. "Se fossi io l'assassino di questo orrendo delitto, mia moglie se ne sarebbe accorta leggendomi negli occhi, invece ho sempre mantenuto lo stesso comportamento".

"Non sono io l'assassino, mettetevelo in mente". La Corte si e' ritirata in camera di consiglio, ma non ha detto a che ora potrebbe esserci la sentenza di secondo grado.

"Quando i miei figli vengono a trovarmi mi chiedono: papà, quando torni a casa?" "Non ho ucciso Yara, non l'ho mai vista - ha poi ribadito -. Vi supplico di fare questa perizia".

Nelle sue dichiarazioni spontanee Bossetti ha detto di essere vittima "del più grande errore giudiziario di tutta la storia".

La voce è diventata più forte quando ha parlato dell'arresto "scandaloso". C'era bisogno di farmi inginocchiare davanti al mondo intero e ai figli? "E il mio povero papà dovermi vedere inginocchiato il giorno in cui gli hanno diagnosticato un tumore (è poi morto il giorno di Natale del 2015, ndr)".

Il sostituto procuratore generale Marco Martani ha chiesto di confermare il carcere a vita stabilito il primo luglio di un anno fa dall'Assise di Bergamo e di condannare Bossetti anche a sei mesi di reclusione per avere calunniato il collega di lavoro Massimo Maggioni.

"Quel Dna non mi appartiene".

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