Matteo Renzi: "Agnese mi rimproverò per l'aereo di Stato in vacanza"

Renzi il migliore alleato di Grillo senza grossi avversari, lo avremo come ministro dello spettacolo?

A parlarne è proprio il segretario del Partito democratico in una anticipazione del suo ultimo libro Avanti pubblicata su Democratica, il nuovo giornale online del Pd. Berlusconi ha sempre un modo simpatico di raccontare la realtà.

Tutti o quasi, ricorderemo quando, durante il discorso di commiato del marito, Agnese Landini restò al suo fianco, ma a debita distanza con una presenza discreta, per tutta la durata del discorso, che Renzi terminò dicendo: 'Grazie Agnese, ma ce ne andiamo'. Incontri piacevoli, mai polemici, sempre molto chiari e alla luce del sole: "abbiamo idee diverse sulla politica, ma si lavora insieme per il cambio delle regole". La sua elezione ha costituito un punto di svolta importante nella vita della legislatura: il parlamento nel 2013 si era dimostrato incapace di trovare una soluzione alla scadenza del settennato e tale inconcludenza della politica aveva costretto Giorgio Napolitano ad accettare un secondo mandato, caso inedito nella storia repubblicana. "Devo scoprire che si è già chiuso un accordo tra Berlusconi e D'Alema, prendere o lasciare?", continua l'ex premier.

Matteo Renzi lancia una bomba atomica: fu Massimo D'Alema a far fallire il patto del Nazareno alleandosi occultamente con Silvio Berlusconi. "La simpatia e' una cosa, la politica un'altra". Sì ho capito ma noi siamo l'Italia, non siamo l'Europa. Fin qui Renzi. Forse Berlusconi con uno di quegli eccessi che ogni tanto lo accompagnano, avrà pure pensato di essersi comportato da statista e di avere tolto le castagne dal fuoco al giovane Matteo, alle prese con la sua prima difficile prova politica. Grillo mi ricorda Pinuccio Tatarella che sembrava avere tanta fiducia in Fini, mentre privatamente diceva: è buono per la televisione, perchè è un bell'uomo, sa parlare e riesce a convincere la gente, tale e quale a Di Maio.

"Ostia alla chiusura della campagna elettorale per Marchini, Berlusconi non aveva esitato a chiedere un voto per evitare di sfociare nella pericolosa dittaturà del sottoscritto, parlando di regimè, di democrazia sospesà., di bulimia smisurata di poterè". Il finale di Berlusconi è un vero colpo da maestro, Ko tecnico alla prima ripresa: "E poi, caro Matteo, sappi che mi dispiace molto per quanto ti stanno attaccando, ce l'hanno tutti con te".

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